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Service Tax verrà sostituita dal 3 per mille?

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Ogni giorno il nostro Governo si inventa una tassa nuova. Dato che la Service Tax non piace a nessuno perché costringe gli italiani a pagare di più rispetto alla vecchia Imu, e fa pagare anche gli inquilini, l’ultima trovata è di eliminare anche la Service Tax e realizzare invece una nuova tassa: il 3 per mille. Ancora siamo al livello di ipotesi e proposte, ma questa tassa dovrebbe assomigliare molto a quella da eliminare visto che anche in questo caso la pagheremmo tutti (almeno chi ha un reddito). Ma lo faremo in modo più “soft”, quasi senza accorgercene.

Ad ogni modo le proposte non mancano. C’è chi nel Governo ha infatti ideato una Service Tax più leggera che valga 30 centesimi di euro al metro quadro, e chi invece pensa che il 3 per mille sia troppo poco e che possa essere alzato, ma soltanto per i proprietari di casa. In questo caso però non potrebbe superare le soglie attuali dell’Imu che sono 7,6 per mille per le prime case e 10,6 per tutte le altre.

Oltre a questo in queste ore si parla anche della riduzione del famoso cuneo fiscale. L’idea è di abbassare le tasse per le aziende che risparmierebbero circa due miliardi e mezzo in totale tra Ires e Irap, mentre altri 2,5 miliardi verrebbero spostati dalla tassazione da versare allo Stato ad un incremento nella busta paga del dipendente. Questa possibilità però potrà avvenire solo a due condizioni: la prima è che l’azienda assuma i propri dipendenti a tempo indeterminato, mentre per i dipendenti l’introito massimo annuale non deve superare i 55 mila euro.

Ma dove trovare i 5 miliardi di euro che mancherebbero? Tra le varie possibilità al vaglio in queste ore c’è una nuova aliquota Iva al 7%, anche se non è stato specificato in quali casi verrà applicata (probabilmente si aumenterà quella agevolata attualmente al 4% solo per alcuni beni), e poi ulteriori tagli ai ministeri, tra i quali rispunta quello della Sanità che in un primo momento era stato escluso. Se poi i saldi saranno molto positivi, c’è anche la possibilità che l’Iva, che recentemente è aumentata al 22%, ritorni al 21.

Infine, tra le altre agevolazioni, ci saranno riduzioni dei contributi Inail per le aziende più sicure, nuovi ammortizzatori sociali, la deducibilità del costo del lavoro ai fini Irap e l’emissione di mini-Bond per finanziare le piccole e medie imprese.

Foto: © Thinkstock

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