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Manovrina di ottobre: niente rincari, solo tagli

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L’Italia deve rientrare del deficit del 2013 di 0,2 punti percentuali per poter rientrare nei parametri di Maastricht che prevedono uno scostamento tra il deficit (quanto l’Italia spende) ed il PIL (quanto produce) del 3% massimo. Il parametro europeo è intransigente e dopo averlo superato per anni ora non possiamo più permettercelo. Pena ulteriori pesanti sanzioni. Per questo il Ministro dell’Economia Saccomanni deve trovare 1,6 miliardi nell’arco di poche settimane.

Nei giorni scorsi era stato paventato l’ennesimo rincaro sui carburanti. Come spesso accade in Italia, ogni volta che servono soldi facili e subito si tassano benzina, sigarette e gioco d’azzardo. Questa volta non sarà così. Anche perché i carburanti hanno già subìto un rincaro nei giorni scorsi con l’incremento dell’Iva al 22%. Per una volta infatti gli italiani non si accorgeranno di nulla. A meno che non lavorino in un ministero.

Il punto forte della cosiddetta “manovrina” di ottobre sarà il taglio ai ministeri che dovrebbe far risparmiare allo Stato 1,1 miliardi di euro. E per una volta a pagare non saranno sempre i soliti, ovvero Istruzione, Sanità e Ricerca. I tagli lineari avverranno su tutti gli altri ministeri, anche se non è stato spiegato nel dettaglio in che modo. Probabilmente ogni ministero (tranne i tre citati) sarà chiamato a ridurre di alcune centinaia di milioni il proprio budget, e sceglierà autonomamente le voci da eliminare.

Il restante mezzo miliardo che serve per raggiungere il pareggio dovrebbe derivare dalla cessione dei beni demaniali. Siccome servono soldi subito, ma si vuole evitare di svendere i propri beni, la trovata del Ministro dell’Economia è da Oscar: vendere i beni subito alla Cassa Depositi e Prestiti che verserà 500 milioni nelle casse dello Stato. Dopodiché, con calma e con aste reali e non i soliti regali ai privati, le varie proprietà dello Stato verranno rivendute. Anche in questo caso non è stato specificato di quali beni si parla, ma tra i papabili sembrano esserci le spiagge che diventeranno sempre più privatizzate.

Foto: © Thinkstock

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