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Berlusconi ai servizi sociali, dove potrebbe scontarli

silvio berlusconi

Silvio Berlusconi, condannato a quattro anni nel processo Mediaset, è arrivato ormai alla resa dei conti. Entro il 15 ottobre dovrà decidere se fare richiesta di affidamento ai servizi sociali (ed in quel caso anche segnalare in quale comunità o fondazione), oppure se non fare nulla, rimanendo però costretto agli arresti domiciliari. Se fosse scelta questa seconda strada, tra le sue tante dimore sarà “costretto” a rimanere all’interno di Palazzo Grazioli a Roma visto che ha di recente spostato lì la residenza. Insomma, ha scelto di stare vicino al partito e non alla famiglia.

Secondo gli esperti, e gli uomini più vicini al Cavaliere, è però più probabile che scelga la via dei servizi sociali in quanto non riuscirebbe a stare chiuso per tre anni in casa senza poter incontrare nessuno che non sia un parente o un avvocato. A questo punto le possibilità di certo non mancano. L’ipotesi più probabile è che scelga Nessuno Tocchi Caino, un’associazione fondata dal partito dei Radicali (di cui recentemente Berlusconi ha anche firmato le proposte per i referendum), dato che in questo caso lui si occuperebbe di lotte sulla riforma della giustizia e tutela nelle carceri. Insomma, la sua attività politica potrebbe continuare sotto un’altra forma.

Un’altra associazione papabile è quella di Mario Capanna, ovvero la Fondazione diritti genetici, un’associazione che intende promuovere la ricerca scientifica sulle biotecnologie ed un’informazione indipendente. Un po’ meno probabile è invece che Berlusconi segua la strada tracciata dal collega Cesare Previti che aderì alle iniziative del Ceis, una comunità fondata da Don Picchi per il recupero dei tossicodipendenti; oppure che accetti l’invito di Don Mazzi ad entrare in Exodus, un’altra comunità di recupero in cui il Cavaliere sarebbe chiamato letteralmente a coltivare i campi, rifare i letti, pulire i bagni e fare altre attività manuali con le quali ha impegnato molti dei suoi ospiti, il più famoso dei quali recentemente è stato Lele Mora.

Un’associazione che sembrava probabile ma che invece è stata di fatto scartata dalla scelta di spostare la residenza a Roma era invece l’Associazione Italiana Vittime di Malagiustizia. Una comunità in cui lui si sarebbe sentito a casa, ma che avendo la sede a Milano non gli consentirebbe di tornare tutte le sere a dormire presso la sua residenza. In questi giorni Berlusconi sta incontrando, insieme ai suoi avvocati, i vari esponenti delle associazioni, e prenderà una decisione entro la fine della settimana.

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