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Abbassare i costi del fotovoltaico, il piano strategico degli Stati Uniti

prezzi impianto solare

Gli Stati Uniti hanno posto come obiettivo per le rinnovabili l’abbattimento del prezzo degli impianti fotovoltaici entro il 2020. Secondo una tabella presentata oggi sembra che ci siano i margini di manovra per tagliare del 50% i costi del fotovoltaico per i privati e del 40% per le attività commerciali, in modo da raggiungere una soglia di costo di soli 65 centesimi di dollaro per watt prodotto per le famiglie e 44 centesimi per le aziende.

Come fare però non è semplice, e nemmeno così immediato. Visto che è difficile prevedere il progredire delle tecnologie rinnovabili, ed il relativo taglio dei costi, l’obiettivo che il Dipartimento dell’Energia con il National Renewable Energy Laboratory si pone è di agire sul lato “soft” della questione e non su quello “hard”. Un po’ come per i computer, dove il lato hard, o hardware, riguarda la parte fisica (in questo caso il costo dei pannelli), mentre quello soft riguarda i costi delle autorizzazioni, ispezioni, connessione alla rete, sovraccarichi, finanziamenti e così via.

Due voci fondamentali ad esempio, come autorizzazioni ed interconnessione, attualmente compongono una parte minima del costo per watt di un impianto solare. Ma nel complesso pongono delle barriere importanti alla diffusione della tecnologia fotovoltaica.

I costi soft sono la maggior parte dei costi per il [settore] residenziale solare e sono in minoranza nei progetti fotovoltaici commerciali. Sono rimasti ostinatamente elevati negli ultimi anni nonostante impressionanti riduzioni dei costi dell’hardware.

Infatti negli ultimi anni ci si è molto concentrati, anche arrivando al limite della guerra commerciale, sulla riduzione del costo dei pannelli, quando questi compongono spesso meno della metà del prezzo totale di un impianto fotovoltaico. Domestico o commerciale che sia. In questo modo l’America tenta di migliorare ulteriormente la sua posizione strategica nella produzione di energia rinnovabile (è già il principale Paese produttore di energia solare al mondo). A noi non resta che attendere che qualcuno si accorga che anche in Italia si può agire sulle stesse voci di spesa.

Foto: © Thinkstock

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