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Pdl in crisi, Berlusconi non vuole la scissione

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berlusconi grazia revisione processo

Anche il Pdl, come il Pd e la Lega, si è rotto. Il partito che sembrava dovesse essere più compatto perché ruota sempre intorno al suo leader, rischia adesso di sbriciolarsi sulla fiducia al Governo. Quello che da anni gli osservatori esterni affermano, cioè che Berlusconi ha fondato Forza Italia prima e Pdl poi per mettere a posto i suoi affari personali, comincia a diventare evidente (finalmente) anche ai componenti del partito stesso.

I vari Cicchitto, Quagliariello, Giovanardi e persino il fedelissimo Alfano stanno mostrando un certo dissenso nei confronti del Cavaliere in quanto l’unico modo per dare una certa stabilità al Paese è mandare avanti il Governo delle larghe intese. Ma Berlusconi vuole far saltare tutto per ribellarsi alla recente condanna personale. Non tutti sono disposti a continuare a tenere la testa sotto la sabbia, ed ora il partito rischia la scissione.

A dir la verità un’ipotesi simile era allo studio da tempo. Da quando cioè i Berluscones avevano proposto il ritorno di Forza Italia. In questo partito infatti sarebbero confluiti tutti i fedelissimi del Cavaliere, quelli che l’avrebbero seguito anche in guerra; nel Pdl invece sarebbero rimasti tutti gli altri. Fino ad un mese fa sembrava che il Pdl sarebbe andato quasi deserto. Ora invece le sue fila si stanno rimpolpando sempre di più.

L’ultima uscita di Berlusconi ha fatto precipitare tutto. Un’intercettazione giornalistica ha ripreso la voce del Cavaliere che accusava Napolitano di avere “guidato” il processo Mediaset per farlo arrivare in tempo alla sentenza definitiva. Di fronte a delle accuse così infamanti, molti esponenti di spicco del suo partito hanno voluto prendere le distanze. E allora ecco la conseguenza: i ministri che si sono dimessi “per spirito di servizio”, come definito da Alfano, continuano ad assicurare la fiducia al Governo Letta. Persino uno come Cicchitto, rimasto incollato a Berlusconi sin dal ’94, si dice se ne sia andato da una riunione di ieri sera sbattendo la porta. Ed i giornali di partito cominciano già ad usare il “metodo Boffo”, la cosiddetta macchina del fango, sui dissidenti. La situazione adesso è di stallo. Berlusconi vuole andare alle elezioni, metà del suo partito vuol continuare con questo Governo.

Foto: Berlusconi su Facebook

3 commenti

  1. Dopo tanto casino, sembra che qualcuno cominci ad usare la propria testa e non quella bislacca del padre/padrone ormai rincitrullito. Ora e’ giunto il omento che berluconi faccia sacchi e bagagli e se ne vada. l’Italia ringraziera’ quel momento e tutti non saremo piu’ schiavizzati da uno iniquo e ormai senza piu’ cervice sana.

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