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Crisi vicina per il Governo Letta, le elezioni anticipate sono certe

crisi politica

La settimana che sta per iniziare probabilmente sarà l’ultima del Governo Letta. Venerdì prossimo, 4 ottobre, ci saranno contemporaneamente la votazione sulla decadenza di Berlusconi e la manifestazione del Pdl dal titolo “siamo tutti decaduti” proprio contro la decisione stessa che appare ormai scontata. Da lì alla crisi di governo, e alle elezioni anticipate, il passo è breve.

Lo sa bene Giorgio Napolitano che ieri, dopo aver chiesto per l’ennesima volta ai partiti di effettuare un gesto di responsabilità politica, e di trovare un accordo, alla domanda sulla possibilità di riconciliazione ha risposto con un chiaro:

sono ottimista, non ingenuo.

Una minima speranza di portare avanti i lavori la danno alcuni componenti del Governo del Pdl come Giovanardi, Torrisi e Quagliariello che hanno deciso di non firmare le dimissioni, come hanno fatto i loro colleghi di partito, da presentare nel caso di dichiarazione di decadenza di Berlusconi. Ma quanto potrà andare avanti un Governo con questi numeri resta un mistero. Anche perché le anime forti del Pdl, da Brunetta a Schifani, fino a Sandro Bondi, continuano a chiedere al Capo dello Stato di sciogliere le Camere e andare alle elezioni.

Non è di questo avviso l’Unione Europea che preferirebbe che l’Italia continuasse con questo Governo che, a suo dire, sta lavorando bene, ben sapendo che andare alle elezioni con questa legge elettorale significherebbe ritrovarci di qui a due mesi di nuovo allo stesso punto. Il PD invece sembra lontano da tutti questi ragionamenti, perso com’è tra regole delle primarie e guerre interne al partito che agli italiani interessano ancor meno della sorte di Silvio Berlusconi.

L’effetto più immediato di questa crisi è che l’incremento dell’Iva dal 21 al 22%, che in un primo momento sembrava potesse essere evitato o perlomeno rimandato di qualche mese, avverrà subito. Se si fosse lavorato per l’Italia, probabilmente si sarebbe trovato il modo di evitare questo ennesimo innalzamento delle tasse, ma siccome ora i lavori sono congelati, il fatidico aumento, che dovrebbe avvenire a partire dal prossimo 1° ottobre, diventa ormai inevitabile.

Ma cosa significa che aumenta l’Iva? Anche se alzare la soglia di un solo punto percentuale può sembrare poco, in realtà si parla di miliardi di euro. Per quanto riguarda i conti in tasca agli italiani, significa ad esempio che il carburante, che vedrà anche un aumento delle accise, costerà 2 centesimi al litro in più fino alla fine dell’anno, e poi 2,5 centesimi successivamente. Significa anche che, tra aumenti nella spesa e nelle bollette, ogni famiglia si ritroverà a sborsare 275 euro in più ogni anno.

Foto: © Thinkstock

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