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Il programma elettorale della Scelta Civica con Monti per l’Italia, Europa ed economia i temi principali

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L’outsider della nuova campagna elettorale è senza dubbio Mario Monti. L’esperienza di Governo degli ultimi 18 mesi è stata solo un’introduzione alle politiche che il Professore ha intenzione di mandare avanti, anche se lui stesso ha annunciato di volerne rivedere qualcuna. Prime fra tutte Imu e Redditometro. Ma qual è il suo programma elettorale? Andiamo ad esaminare le 25 pagine prodotte per spiegare agli italiani su cosa punterà il suo Governo. Un programma in cui Imu e Redditometro non sono nemmeno nominate.

Il primo punto, quello a cui Monti tiene più di tutti, è il suo punto di forza: la percezione dell’Italia nel contesto europeo. Il suo obiettivo è “costruire un’Europa più integrata e solidale, contro ogni populismo”. Che sia un messaggio a Berlusconi? Questo punto programmatico prevede la centralità dell’Italia nelle decisioni a livello europeo, in cui i cittadini siano più coinvolti, ed un’Europa in cui si lavori più come comunità e non come tanti Stati diversi che collaborano senza obiettivi comuni. La coalizione si batterà contro il populismo, l’intolleranza, la xenofobia, l’antisemitismo e qualsiasi forma di discriminazione.

Le politiche dell’Italia in Europa saranno mirate alla crescita e agli investimenti, con politiche più sociali e sostenibili anche a livello ambientale. Dall’altra parte però garantisce solidità finanziaria ed economica con il controllo del bilancio. A livello internazionale l’obiettivo è stringere i rapporti in maniera più solida con gli Stati Uniti e con i Paesi asiatici e mediorientali.

Dal punto di vista interno l’obiettivo principale è ridurre il debito pubblico perché questo frena la crescita. Per raggiungerlo i passi sono il pareggio di bilancio strutturale, ridurre il debito di un ventesimo ogni anno a partire dal 2015 e cessione del patrimonio pubblico. Per quanto riguarda il fisco invece, bisogna abbassare le tasse, in particolare su lavoro e impresa. Per farlo si aumenteranno le aliquote sui grandi patrimoni (ma non chiamatela patrimoniale!) e leggi per evitare la fuga dei capitali all’estero. Per questo si mira ad un patto tra fisco e cittadini per una pressione fiscale più equa. Per ottenere i fondi necessari inoltre verranno tagliati gli sprechi nella pubblica amministrazione (retribuzioni manager, auto blu, e taglio degli organismi inutili). Inoltre si punta a semplificare il rapporto tra privati e pubblica amministrazione, in particolar modo quando si parla di fondi europei che ci sono ma non vengono utilizzati.

In quest’ottica verrà rivista anche tutta l’amministrazione giudiziaria per avere una giustizia più efficiente. Sono previste anche nuove liberalizzazioni, in particolare nei servizi pubblici, in modo anche da riportare i livelli industriali dell’Italia a prima dell’inizio della crisi. Per aiutare le imprese invece gli strumenti saranno credito strutturale d’imposta, riduzione del costo dell’energia e migliore accesso al credito ed altri incentivi, in particolare per le ristrutturazioni.

Gli altri punti del programma sono:

  • ricerca e istruzione (combattere l’abbandono scolastico, aumentare il numero di laureati, incentivare la qualità con indici di performance, aumentare gli investimenti, ma solo quando verranno tagliati gli sprechi in altri campi);
  • agenda digitale (digitalizzazione della pubblica amministrazione, rafforzamento nazionale della banda larga e ultra larga);
  • green economy (contenimento emissioni nocive, incentivi per il riciclo, bonifica e utilizzo di tecnologie intelligenti, messa in sicurezza del territorio, aumento delle pene per chi viola la legge);
  • agricoltura (fermare la cementificazione e valorizzazione delle aree agricole, piano di gestione integrata delle acque, tutela del made in Italy);
  • turismo (finanziamento delle opere di ristrutturazione e valorizzazione di bellezze artistiche e naturali in collaborazione con investitori privati, rinnovamento della macchina turistica nazionale);
  • pensioni (incentivi per la previdenza complementare, avvicinamento ai parametri europei);
  • lavoro (semplificazione normativa ed amministrativa, maggiori tutele dei lavoratori, riduzione della disoccupazione con maggiore flessibilità, contratti basati sulla produttività, Piano Occupazione Giovanile che preveda incentivi per la formazione e l’assunzione, ed incentivi ad assumere gli over 55 per portarli alla pensione);
  • donne (detassazione per il lavoro femminile, politiche di conciliazione famiglia-lavoro con l’introduzione della paternità);
  • welfare (redistribuzione del capitale con un sistema nuovo, riforma sanitaria, riduzione degli sprechi, assistenza domiciliare, social card);
  • famiglia (incentivi alla natalità, creazione asili nido, accesso alla casa favorito per le famiglie numerose);
  • riforma delle istituzioni (riforma del bicameralismo, legge elettorale, riduzione dei parlamentari);
  • federalismo (le autonomie devono collaborare e non dividere il Paese, in particolar modo per tenere a bada i conti);
  • tagli alla politica (riduzione dei rimborsi elettorali, trasparenza di bilancio, tracciabilità dei finanziamenti con soglia massima, verifica dei redditi di chi riveste incarichi pubblici, divieto di cumulo tra indennità parlamentare e altre attività professionali);
  • giustizia (lotta all’evasione fiscale e alla corruzione, reintroduzione del falso in bilancio, normativa anti-corruzione, antiriciclaggio ed autoriciclaggio, riforma della prescrizione, gare d’appalto trasparenti, sottrazione ricchezze alla mafia, legge sull’incandidabilità).

Fonte: Agenda Monti
Foto: Scelta Civica con Monti per l’Italia su Facebook

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