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Grandi Navi a Venezia, cittadini e comitati di nuovo sul piede di guerra

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grandi navi venezia

Torniamo ad occuparci del problema Grandi Navi a Venezia perché ci sono importanti novità, sia dal punto di vista civile che da quello della politica. I cittadini, i comitati ed anche alcuni personaggi famosi come Adriano Celentano (che ha acquistato una pagina sul Corriere della Sera per gridare il suo sdegno) si sono letteralmente infuriati con la Vtp, la società che gestisce il traffico marittimo nella Laguna, in quanto quello che sta per accadere è un evento mai visto nella città galleggiante: 12, forse 13, enormi navi stanno per affollare la laguna.

È ciò che si prevede accadrà domani, sabato 21 settembre, che per una sciagurata coincidenza si trasformerà nella giornata con più grandi navi nella storia di Venezia. Un’eventualità spiegata così da Celentano:

Domani non sarà un bel giorno per il nostro Paese, anche se ci sarà il sole. Con l’ignobile sfilata delle 13 navi dentro la Laguna di Venezia si celebra l’Eterno Funerale delle bellezze del mondo.

Con queste poche parole il cantante ha riassunto il pensiero di milioni di persone stanche di vedere questo scempio, e soprattutto stanche di aspettare la tragedia, in stile Costa Concordia, che prima o poi di questo passo arriverà. Il comitato “No Grandi Navi” ed altre associazioni di cittadini hanno così annunciato una manifestazione di protesta per tutto il fine settimana. Diverse manifestazioni si terranno alle Zattere per protestare contro l’ingresso nella laguna delle navi da crociera. Tra le cause della protesta c’è anche l’inquinamento da polveri sottili e zolfo emessi dalle navi che vanno a sporcare piazza San Marco, nonché altri sedimenti che vanno ad intaccare ulteriormente l’acqua.

E finalmente qualche piccolo spiraglio arriva dalla politica. Dopo la lettera inviata dal FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano) ai ministeri dell’ambiente, della cultura e alla Protezione Civile, qualcosa si è mosso. Il ministro Orlando ha proposto di istituire un numero chiuso, cioè continuare a permettere alle navi da crociera di entrare in Laguna, ma in numero ridotto in modo da minimizzare i rischi. Ma si sta studiando anche la possibilità di spostare il transito verso altri lidi, come ha precisato il Ministro per le Infrastrutture Lupi che ipotizza anche il completo abbandono della città di Venezia per permettere lo scalo in altre città.

Quello che invece chiedono i comitati è che, se proprio non si può fare a meno di far passare le navi di fronte ai monumenti cittadini, che siano permessi i transiti solo alle imbarcazioni più piccole perché maggiormente sostenibili. Per intenderci quelle non oltre le 40 mila tonnellate di stazza che sono circa un terzo rispetto alle navi da crociera.

Foto: © Thinkstock

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