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Ferrovie italiane, prezzi sempre più alti, qualità sempre più bassa

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ferrovie italiane

Il paradosso italiano della commistione pubblico-privato è sempre stato che i costi sono a carico dello Stato ed i ricavi vanno invece ai privati. Quello che sta accadendo con le Ferrovie dello Stato, oggi Trenitalia, raggiunge però livelli difficilmente sopportabili. Come abbiamo visto negli ultimi anni, sempre più tratte sono state tagliate. Per far posto alle Frecce, gli Intercity sono diventati una specie in via d’estinzione mentre le tratte regionali sono state ridotte all’osso. I dirigenti sono felici perché sono riusciti ugualmente a far quadrare i conti. Ma come hanno fatto?

Semplice, con gli aiuti statali. Se nel 2010 FS riceveva dallo Stato un finanziamento di 3,3 miliardi, questa cifra è salita nel 2011 a 4,1 miliardi, fino ai 5,3 del 2012. Soldi che vanno ad aggiungersi ai solo 2,8 miliardi incassati dalla vendita dei biglietti. Ciò significa che senza i finanziamenti pubblici le Ferrovie dello Stato, o Trenitalia che dir si voglia, fallirebbero nel giro di pochi mesi. La soluzione, la più semplice possibile, è aumentare i biglietti. Ed in effetti è quello che è stato fatto. Ma non aumentando la qualità del servizio. Anzi, se possibile, peggiorandola.

Secondo uno studio del Rail Liberalization Index di IBM che prende in considerazione la situazione di tutte le ferrovie europee che non sono più di proprietà statale, si è scoperto che l’Italia è stata la nazione che tra il 2005 ed il 2011 ha alzato più di tutti i biglietti: +41,3%. È vero che fino a qualche anno fa avevamo anche le tariffe più basse d’Europa, ma all’equipararsi dei prezzi non corrisponde quello del servizio. Anzi, in molti casi i prezzi sono più alti. In Svezia ad esempio, il Paese che ha l’indice migliore, per percorrere 200 km ci vogliono mediamente 18 euro. In Italia 25.

D’altra parte però come qualità del servizio siamo molto più giù. Non agli ultimi posti, ma di certo non in posizioni ottimali. Per l’indice IBM siamo al settimo posto, dietro Austria e Olanda oltre alle solite nazioni scandinave, ma anche a Germania e Gran Bretagna, e fuori dalle nazioni che offrono un servizio “avanzato”. Secondo il Boston Consulting Group invece siamo al dodicesimo posto. Bisogna però ammettere che la qualità percepita è molto più bassa. Il motivo è che mentre l’Alta Velocità alza di molto la qualità del servizio medio, tutti i treni che non rientrano in questa categoria la fanno precipitare. In particolare sono stati tagliati i treni ma sono aumentati i prezzi un po’ ovunque, ma soprattutto nelle tratte regionali. Se si valutassero solo quelle probabilmente nelle graduatorie saremmo molto più in basso.

Foto: © Thinkstock

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