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Mutui, i requisiti per poterlo richiedere

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giovane coppia in banca

Solitamente si pensa che basta avere un lavoro a tempo indeterminato, la famosa “busta paga” per poter ottenere un mutuo. Che si tratti di quello per la prima casa, un finanziamento finalizzato o un prestito personale, la busta paga aiuta, ma di certo da sola non basta. Anzi, più la somma è alta e più servono ulteriori requisiti. La valutazione sulla solvibilità di un soggetto viene effettuata da un funzionario della banca o della finanziaria che effettua delle vere e proprie indagini su colui che richiede il prestito.

Per questo non pensate di ottenere un mutuo nell’arco di pochi giorni. La valutazione infatti può durare anche alcune settimane. I requisiti possono cambiare in base all’istituto di credito coinvolto e alla cifra richiesta, ma in linea di massima sono più o meno sempre gli stessi. Il primo fondamentale requisito è, come detto, una stabilità finanziaria. È ovvio che una persona che presenti una busta paga (o la dichiarazione dei redditi per i professionisti) è più affidabile di un lavoratore precario.

Un requisito che a volte non è fondamentale ufficialmente, ma che pesa molto sulla decisione finale, è che la rata, comprensiva degli interessi, non deve superare un terzo dello stipendio perché altrimenti non è considerata sostenibile. Per sostenibile si intende che una persona possa vivere dignitosamente al netto della rata del mutuo. Inoltre si valuta anche la situazione futura del cliente in due aspetti: età e situazione economica futura. Di solito non si concede un mutuo ad una persona troppo in là con l’età (il calcolo si fa tenendo conto dell’età del contraente alla fine del mutuo); ed inoltre si cerca di capire la stabilità del lavoro che si svolge. Ad esempio un professionista affermato ha maggiori requisiti di uno alle prime armi.

Altri requisiti fondamentali sono l’essere cittadini italiani o della Comunità Europea, oppure extracomunitari ma con residenza in Italia; essere almeno maggiorenni; e non essere protestati. In questo caso viene effettuato un controllo presso il CRIF o altre banche dati per scoprire se in passato il cliente ha ottenuto prestiti non restituiti, se è moroso o ha altre mancanze simili. A questo punto, superati tutti questi “esami”, a discrezione dell’istituto può anche essere chiesta una garanzia. La garanzia migliore è un’immobile di proprietà, magari di un famigliare, per poter iscrivere un’ipoteca di primo grado (cioè senza altre ipoteche pendenti). Dipende anche dall’importo del mutuo visto che cifre più basse possono anche essere coperte con altre garanzie come un’auto.

Foto: © Thinkstock

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