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Armi chimiche in Siria, l’Onu denuncia: le abbiamo trovate

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Il regime di Bashar Al Assad ha usato armi chimiche. Gli ispettori dell’Onu hanno terminato il loro rapporto dopo le prove trovate sul campo, e così ieri sera il segretario delle Nazioni Unite ha presentato la sua relazione ai rappresentanti degli Stati che fanno parte del congresso. Secondo gli ispettori, non ci sono più dubbi che in Siria siano state usate delle armi non convenzionali che sono state messe al bando dai trattati internazionali, e quindi è arrivato il momento di prendere una decisione contro Assad.

La soluzione prospettata da Ban Ki Moon è che il dittatore siriano consegni il suo intero arsenale e si impegni a non usare più questo tipo di armi. Dall’altra parte i membri delle Nazioni Unite devono trovare un impegno comune per vigilare su questa consegna e, in caso non fosse rispettata, potrebbe essere previsto anche l’intervento militarmente per spodestare Assad.

Dal documento, che teoricamente non è ancora stato divulgato alla stampa, i fotografi sono riusciti a riprendere un passaggio molto chiaro che ha subito fatto il giro del mondo:

I campioni raccolti forniscono prove chiare e convincenti che sono stati utilizzati razzi contenenti gas sarin. […] armi chimiche sono state usate in una scala relativamente ampia contro civili, inclusi bambini.

Era la prova schiacciante che l’Onu cercava, visto che il regime ha sempre negato di possedere armamenti del genere. Il presidente della commissione d’inchiesta, Paulo Sergio Pinheiro, ha chiesto che si indaghi nei confronti di Assad per crimini di guerra e contro l’umanità. Non che i ribelli si siano comportati in maniera corretta, ma per loro, anche se si parla di crimini di guerra, i reati sono più lievi perché non c’è una catena di comando stabilita come invece nel caso del regime.

E adesso cosa accade? Per ora è scongiurato l’attacco militare soltanto grazie alla Russia. Il ministro degli esteri russo ha infatti trovato un accordo con tutte le parti per costringere Damasco a consegnare un elenco dettagliato di tutte le sue armi chimiche entro la fine di questa settimana, per poi cominciare a consegnarle ed alla fine distruggerle entro metà 2014. Soltanto nel caso in cui questo accordo non venga rispettato, ci sono rischi di attacchi internazionali. Ma a questo punto, con l’appoggio dell’Onu, gli Stati Uniti non sarebbero più soli.

Foto: © Thinkstock

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