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Sovrappeso e salute, quello che l’indice di massa corporea non dice

sovrappeso e salute

Sovrappeso e salute viaggiano necessariamente su binari diversi? E come attribuire il giusto peso ai chili in più e ai chili in meno, in rapporto alla funzionalità dell’organismo? Magro è bello, magro è sano: questo è infatti il ritornello che sta generando non poca confusione oggi. Salute e magrezza vengono associate come fossero gemelli siamesi e  in tanti si mettono a dieta per raggiungere la soglia del peso forma, un mero numero, senza tenere conto né delle modalità con cui si consegue questo risultato, né dell’adozione di uno stile di vita sano a lungo termine.

Eppure una meta-analisi condotta dai Centers for disease control ha rivelato che la mortalità prematura, tra le persone in sovrappeso, con un indice di massa corporea compreso tra 25 e 29.99, era di appena il 6% in più rispetto a chi aveva un IBM compreso tra 18,5 e 24,99. Questo non significa che chi è in sovrappeso non deve cercare di perdere i chili in più, ma che il concetto di peso forma suggerito dall’IBM non tiene conto di numerosi fattori fondamentali per determinare se una persona è in salute, né ci dice niente sulla percentuale di massa grassa, la percentuale di massa magra e la ritenzione idrica.

dieta sana sovrappesoChi fa sport, ha valori di colesterolo e glicemia nella norma, si alimenta in modo sano e non pesa il numero preciso suggerito dalle tabelle del peso forma non è detto che sia meno sano di chi ad esempio è magro ma fuma due pacchetti di sigarette al giorno, conduce una vita sedentaria e mangia cibo spazzatura. C’è da considerare, inoltre, che oggi molte persone in sovrappeso stanno già più attente a cosa mangiano e si muovono di più, per via della sensibilizzazione diffusa sul ruolo dell’esercizio fisico e del cibo sano, dunque i loro valori non sono a rischio.

Spesso chi è magro si considera al sicuro, sano appunto, mentre potrebbe avere valori di colesterolo cattivo elevati, legati ad una cattiva alimentazione, e grasso intraddominale. Quando ci si mette a dieta, dunque, è bene ricordare che molte persone magre non sono affatto sane e che non tutto il grasso è pericoloso allo stesso modo: c’è una bella differenza, infatti, tra il grasso intraddominale o viscerale e quello sottocutaneo, meno pericoloso.

Ecco perché un regime dietetico dimagrante che miri non solo a perdere peso ma a guadagnare in salute deve basarsi anche e soprattutto sul monitoraggio dei valori del sangue, della pressione sanguigna, sullo stato fisico e mentale, sui livelli di energia, sull’attività fisica svolta, sulla misurazone del giro vita, in una parola sul miglioramento dello stato di salute generale e sulla capacità di mantenere a lungo termine i risultati conseguiti con un’alimentazione priva di eccessi.

Piuttosto che fissarsi sul raggiungimento di un obiettivo fisso sulla bilancia, bisogna cercare di perdere peso gradualmente e senza rinunciare ai nutrienti fondamentali. Ingerire 1 kg di caramelle al giorno e null’altro farà scendere l’ago della bilancia ma non consentirà di dimagrire e perdere massa grassa e ci esporrà al rischio di carenze nutrizionali e malattie metaboliche.

Così come, perdere completamente i muscoli, facendo la fame e sottoponendosi ad un regime eccessivamente restrittivo, senza fare attività fisica, equivale a buttare via la parte del nostro corpo che brucia più calorie, rallentando il metabolismo. A questo punto tanto vale non iniziare una simile dieta, meglio tenersi qualche chilo in più sulla bilancia che perdere liquidi, sali minerali e massa magra. La salute non è un numero, anche perché il peso varia in base a diversi fattori nel corso della vita, la salute è uno stato di equilibrio e di massima efficienza dell’organismo in cui l’essere magri e pesare “il giusto” ha il suo peso, ma non è certo l’unico indicatore di buona salute.

Fonte: Weight a minute: being overweight is ok? – WebMD
Foto: © Thinkstock

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