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I Paesi migliori in cui fare ricerca, Italia fuori dalla top 20

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stipendi ricercatori

Vuoi fare ricerca? Lascia l’Italia. Anche se questa frase può sembrare crudele, corrisponde alla pura verità. Sempre che non ci si voglia accontentare di mille euro scarsi al mese ed un laboratorio pieno di limiti. È quanto deriva dall’ultima ricerca effettuata dal Times Higher Education, e che verrà pubblicata tra un paio di settimane, che redige la classifica dei Paesi in cui i ricercatori vengono trattati meglio.

Per stabilire il tipo di trattamento c’è al primo punto ovviamente lo stipendio, ma non è l’unico fattore visto che ci sono anche i modi in cui un ricercatore viene trattato, e le condizioni in cui è costretto a lavorare. Si scopre così che mediamente un ricercatore italiano guadagna 14.400 dollari all’anno, appena 11 mila euro che al mese fanno circa 900. Secondo Marina Camusso, responsabile del settore ricerca di Flc-Cgil, i conti sono decisamente diversi. Dai suoi dati risulta che un ricercatore entra nel mercato del lavoro con uno stipendio da 1.700 euro circa che possono diventare 2.400 negli enti di ricerca privati, per poi aspirare, a fine carriera, a stipendi tra i 5 e i 7 mila euro annui. I dati però ci lasciano perplessi visto che ogni giorno si sente di proteste di ricercatori che per anni guadagnano 800 euro al mese da precari, per poi ritrovarsi da un giorno all’altro senza nemmeno quelli.

Ad ogni modo, nella classifica dei migliori Paesi in cui fare ricerca, il nostro si trova al 24° posto. Il migliore è la Corea del Sud dove un ricercatore “vale” 93 mila dollari, ovvero percepisce uno stipendio di 6 volte e mezzo quello italiano. A seguire c’è l’Olanda, dove un collega dei nostri dottori percepisce uno stipendio 5 volte maggiore, e cifre alte ma inferiori a queste si acquisiscono anche in Belgio, Stati Uniti e Germania. Il fatto che l’Italia sia al 24° posto un po’ ci inquieta, non vorrremo sapere quali altri Paesi considerati del Terzo Mondo ci precedono, ma la graduatoria completa verrà pubblicata solo ad inizio ottobre. Nel frattempo, chi vuol fare ricerca e vuol farlo con la serenità di uno stipendio importante, farebbe bene ad imparare un’altra lingua.

Foto: © Thinkstock

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