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Bike sharing a Napoli, come funziona il servizio di CleaNap

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Tutte le principali città italiane sono fornite di un servizio di bike sharing. Tutte tranne Napoli. L’amministrazione comunale deve avere sicuramente altre priorità per non fornire ad una città da un milione di abitanti qualche centinaio di biciclette che toglierebbero dalla strada altrettante automobili, e così i cittadini si sono dovuti organizzare da soli e si sono riuniti nell’associazione no-profit Cleanap.

Nata nel 2011 con l’intento di ripulire la città dall’emergenza rifiuti, quest’associazione ha poi ottenuto un finanziamento da parte del MIUR per il bando Smart Cities and Communities and Social Innovation per 2 milioni di euro per realizzare un sistema di bike sharing che non abbia nulla a che fare con l’amministrazione locale. L’idea è molto buona, a partire dal servizio gratuito dato ai cittadini. Sì perché, a differenza degli altri in cui è previsto il pagamento di un abbonamento ed una tariffa per l’utilizzo della bicicletta condivisa, quello napoletano è l’unico free. A patto che si utilizzi la bicicletta per meno di trenta minuti.

Nato dall’idea di far fare “l’ultimo chilometro” in bicicletta, ovvero il tratto che manca dalla discesa da un mezzo pubblico fino alla destinazione finale senza prendere l’auto o la moto, il servizio è pensato in maniera tale da permettere di raggiungere qualsiasi angolo della città in meno di mezz’ora. Per questo oltre questo lasso di tempo, si pagherà una penale. Anche altri sistemi di bike sharing prevedono la prima mezz’ora gratuita, ma fanno anche pagare un abbonamento o una tessera che qui è altrettanto gratis.

COME FUNZIONA IL BIKE SHARING DI NAPOLI

Ma come funziona? Basta collegarsi al sito del servizio, www.bikesharingnapoli.it, registrare i propri dati (anagrafici e carta di credito) per ricevere la tessera RFID che serve per ritirare la bicicletta e calcolare per quanto tempo è stata utilizzata. Un’applicazione sullo smartphone faciliterà la prenotazione del mezzo e l’individuazione della stazione libera più vicina in cui parcheggiarla, ma fornirà anche la mappa cittadina per aiutare i turisti a spostarsi con più facilità. Se si ha intenzione di utilizzare la bici per più tempo è sempre possibile portarla ad una stazione quando sta per scadere la mezz’ora, passare la tessera e così avere una nuova mezz’ora a disposizione. L’utilizzo così è illimitato. L’unica controindicazione è se si supera anche di un solo minuto la mezz’ora.

In linea teorica il sistema sembra perfetto, ma in quella pratica ha mille problemi, per la maggior parte di natura burocratica. Intervistato da Minformo, Cleanap afferma che la parte dei lavori che spettano a loro è stata praticamente ultimata o è a buon punto. Ma ci sono molti problemi burocratici e di gestione dei fondi che, per ogni spesa, devono essere autorizzati dal MIUR. Per questo, anche se c’è la buona volontà, manca poi tutta quella fase di realizzazione concreta che consiste nell’installazione delle stazioni e l’arrivo delle biciclette. Secondo Cleanap è difficile fare una previsione di quando il servizio sarà disponibile per la cittadinanza, ma sicuramente non lo sarà prima del prossimo anno. Per tutte le informazioni visitate il sito ufficiale del servizio o quello dell’organizzazione www.cleanap.org.

Foto: © Cleanap

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