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Governo, Letta ci prova: “avanti col Pdl ma senza Berlusconi”

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governo letta

La Giunta per le elezioni non riesce a trovare un accordo e così, ancora una volta, l’Italia si ritrova bloccata sulla vicenda Berlusconi. Il Parlamento è fermo praticamente da tre giorni su questo voto che dovrebbe decidere se far decadere da senatore l’ex Premier dopo la condanna per frode fiscale, con i pidiellini che spingono per un voto favorevole a Berlusconi, o perlomeno a rinviare quanto più possibile il voto definitivo, e tutte le altre forze che invece vorrebbero votare contro e farlo subito.

In quest’aria di incertezza i più fedeli a Berlusconi continuano a ribadire che, in caso di decadenza, il Governo non ci sarà più, e così i parlamentari sono impegnati a discutere su quale strada intraprendere in caso di un’eventualità simile. Anche perché per il PD salvare Berlusconi pure questa volta significherebbe perdere anche quel poco di elettorato rimasto. Da un po’ di tempo a questa parte si parla di un Letta-bis, ovvero un rimpasto di Governo che preveda l’uscita del Pdl ma l’ingresso di alcuni, se non tutti, gli esponenti del Movimento 5 Stelle.

Quest’ipotesi sembra però impraticabile. I grillini continuano a ribadire che non si possono alleare con nessuno, e proprio Letta ieri ha affermato che l’ipotesi è ormai accantonata. Ma non si può tornare alle urne con questa legge elettorale e nel più completo caos. Inoltre si tenta di tirare avanti ancora per un mese in quanto, il prossimo 15 ottobre, dovrebbe esserci il ricalcolo degli anni di sospensione dai pubblici uffici per Berlusconi che dovrebbe ufficializzare la sua incandidabilità. E allora quale sarebbe la soluzione?

Secondo i calcoli di Repubblica, i numeri per governare ci sarebbero. Ai voti del PD infatti si dovrebbero aggiungere una quindicina di senatori del M5S che sono stati cacciati dal partito e che hanno già dato segnali di adesione al nuovo Governo. Ma ad essi si aggiungerebbero anche i parlamentari dell’UDC e di Scelta Civica e perché no, anche i transfughi del Pdl. Quel gruppo cioè che crede nelle politiche di destra, ma che non è necessariamente attaccato alla figura di Berlusconi. Queste le parole di Letta:

Un altro governo potrebbe vedere la luce solo in presenza di un fatto politico. Cioè se nel Pdl si crea uno smottamento, una spaccatura concreta e nasce una cosa diversa dalla creatura berlusconiana che è oggi. Se l’operazione è fatta in grande con l’obiettivo di far nascere la costola del Ppe in Italia, allora…

Vedremmo a questo punto un Governo molto simile a quello attuale, in cui al posto dei fedelissimi di Berlusconi (Alfano, Lupi, Cicchitto, ecc.) ci sarebbero volti nuovi, spesso tenuti in ombra, del Pdl. Sarà possibile? L’arduo compito spetta, ancora una volta, a Napolitano.

Foto: Letta su Facebook

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