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Il programma del PD, Europa, democrazia e lavoro i temi principali

pd bersani

Le elezioni sono ormai alle porte ed in tv non si sente parlare d’altro che dei personalismi. Si fanno soltanto i nomi dei partiti e dei loro leader, ma le idee che fine hanno fatto? Noi vogliamo allontanarci da questo modo di fare informazione ed occuparci esclusivamente dei programmi politici per farvi avere un’idea più chiara di quello che faranno i vari partiti se dovessero andare al Governo. Cominciamo con il Partito Democratico che, stando ai sondaggi, dovrebbe essere il favorito.

Non a caso il programma del PD ha come primo punto l’Europa (cavallo di battaglia dell’ex Premier Prodi), in quanto la lotta politica contro Mario Monti si fa proprio sui temi internazionali. Prima di tutto è a livello di immagine del Paese all’estero che il partito vuole agire, puntando su politiche che unifichino, anziché dividere, l’Euro e l’Europa. La credibilità si ottiene anche tenendo le nostre finanze sotto controllo e promuovendo una politica internazionale basata sugli investimenti, ricerca e occupazione. È evidente che baseranno molto del loro lavoro sulle politiche economiche e fiscali. L’obiettivo finale è quello di creare gli Stati Uniti d’Europa che abbiano una moneta ed un Governo stabili.

A sorpresa il secondo punto è quello della Democrazia. Un messaggio alla Lega e a Berlusconi? L’idea è di eliminare la concezione di un super uomo che tiene tutto sotto controllo, ma fare in modo che siano gli organismi ed i cittadini a governare. In pratica l’idea è di rafforzare e proteggere la costituzione dagli attacchi della destra, ma soprattutto allontanarsi il più possibile dall’idea della politica che ha creato in Italia il berlusconismo. Verrà portato avanti il federalismo, ma in maniera diversa da quello della Lega, per fare in modo che le autonomie servano a rafforzare l’unità e non a dividere ancora di più. Altri punti importanti sono una legge contro il conflitto d’interessi, una legislazione antitrust, semplificazione del sistema amministrativo, libertà d’informazione e riduzione del costo della politica, andando a tagliare gli sprechi nel comparto dei servizi pubblici e riducendo il finanziamento ai partiti.

Punto 3: lavoro. Qui i provvedimenti mirano a ridurre le tasse sul lavoro per incentivare le assunzioni a tempo indeterminato, a contrastare la precarietà e ad incentivare le assunzioni delle donne e al Sud. Le politiche sul lavoro femminile comportano anche altri servizi di welfare come la diffusione degli asili nido ed altre forme di sostegno per le mamme.

Altri punti sono:

  • uguaglianza (riduzione del distacco tra ricchi e poveri, e tra Nord e Sud), riducendo gli sprechi, i regionalismi ed i clientelismi;
  • libertà, in particolare per i giovani, di costruirsi un futuro grazie al miglioramento del sistema scolastico, universitario e facilitazioni per avviare le imprese. In questo punto c’è anche un cenno importante alla battaglia contro i limiti imposti dalla legge sulla procreazione assistita, nonché la garanzia dell’assistenza in caso di interruzione di gravidanza. Sul tema del diritto alla morte invece il programma è molto vago e non si capisce bene che intenzioni abbia il partito;
  • sapere, inteso come istruzione e ricerca da incentivare, e soprattutto lotta alla dispersione scolastica;
  • sviluppo sostenibile, cioè riportare l’italianità al centro dell’economia (arte, cultura, ecc.), puntando su una politica industriale “integralmente ecologica”, basata sull’efficienza energetica, sulla garanzia del benessere anche per chi ci lavora, e sulla digitalizzazione;
  • beni comuni, puntando sullo sviluppo delle infrastrutture che garantiscano che i beni comuni come acqua ed energia possano essere facilmente alla portata di tutti. Il tutto gestito attraverso nuove norme che rendano più efficiente l’intera macchina;
  • diritti, difesa dei diritti umani (in particolare al rapporto “tra i generi”, cioè riconoscimento legale degli omosessuali e leggi contro l’omofobia), delle donne (leggi contro la violenza sulla donne), e della laicità dello Stato. Tra le leggi già annunciate c’è la cittadinanza riconosciuta al figlio di immigrati nato in Italia;
  • responsabilità, intesa come stabilità tra la corrente progressista del partito e quella democratica, che detto in parole semplici significa un impegno ad evitare lo spettacolo indecente mostrato dall’Unione nel 2006-2007.

Fonte: Partito Democratico
Foto: PD Italia su Facebook

 

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