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Timidezza nei bambini, i suggerimenti dello psicologo per i genitori

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timidezza nei bambini suggerimenti per i genitori

La timidezza non è una malattia, eppure molti genitori si sentono a disagio se i figli delle altre coppie sono più loquaci ed estroversi dei loro. I bambini hanno bisogno di essere accettati e devono sentirsi amati così come sono. Questo non significa non stimolare il bambino a stringere nuove amicizie e a sentirsi sempre più a suo agio in mezzo agli altri, ma significa proteggerlo dalle etichette. In una società che tende ad osannare l’esibizionismo e l’estroversione ad ogni costo, un bambino riservato e timido viene subito etichettato come una cattiva eccezione.

Sono spesso gli stessi genitori ad avvalorare nel bambino la convinzione che ci sia qualcosa in lui che non va, se non si diverte con le stesse attività che piacciono ai suoi compagni, se non si comporta come la maggioranza dei bambini della sua età. Ma non esiste una norma. Questo continuo incitarlo ad essere come gli altri, ad omologarsi, questa manifesta insoddisfazione che il bambino percepisce quando non corrisponde all’idea di bambino che hanno i suoi genitori, lo farà sentire inadeguato, umiliato, poco amato e soprattutto diverso da ciò che viene rappresentato come giusto. E non è certo questo che vogliamo per i nostri figli.

bambino timidoI genitori hanno il dovere di proteggere i bambini dalle etichette che gli appioppano, spesso loro malgrado, gli altri, altrimenti la loro autostima sarà bassa e si porteranno dietro per tutta la vita la sensazione di inadeguatezza che è stata loro inculcata da piccoli. Alcuni suggerimenti per i genitori che non sanno come accettare la timidezza nei bambini arrivano dalla psicologa americana Barbara Markway, autrice di diversi testi sulle fobie sociali, l’introversione e la timidezza. La timidezza è un tratto del carattere non limitante e non da confondere con la fobia sociale né con l’introversione. Un bambino timido può essere più lento nello stringere amicizia con persone nuove e nel concedere la sua fiducia agli altri, ma estremamente estroverso e a suo agio con gli amichetti di sempre. Ed è proprio focalizzandoci sulle qualità del bambino, piuttosto che su quelle che crediamo le sue mancanze che riusciremo a liberarlo dalle etichette.

Quando qualcuno si rivolge al nostro bambino, descrivendolo come troppo timido e facendolo chiudere ulteriormente a riccio, invece di rimproverare il bambino dobbiamo offrirgli il nostro appoggio, con frasi assertive come: “Lui è loquace con le persone che conosce bene”; “Impiega semplicemente un po’ a sentirsi a suo agio con persone nuove”; “Lui ama conoscere bene le persone e le situazioni prima di lanciarsi in qualcosa insieme”. No invece a frasi falso stimolanti che in realtà sono gabbie in cui si ritroverà intrappolato per sempre come: “Sei timido!”, “Non devi essere timido!”. Il bambino conosce se stesso attraverso le descrizioni degli altri. Se qualcuno vuole sminuirlo e offenderlo, non potete proteggerlo, ma che non siano i suoi stessi genitori ad avvalorare un ritratto così poco lusinghiero. Una volta adulto, non ve lo perdonerebbe mai.

Fonte: Parenting the Shy Child: A Look at Labels – Psychology Today
Foto: © Thinkstock

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