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Berlusconi, le speranze si chiamano Grazia o revisione del processo

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Silvio Berlusconi non molla e continua a battere tutte le strade possibili per potersi salvare dalla condanna inflittagli in terzo grado. Più che per la galera, che si sa che non farà mai, quello che si vuole evitare è la decadenza dai pubblici uffici che non gli permetterebbe di fare politica per i prossimi tre anni o quanto stabiliranno i giudici. Visto che le minacce di far cadere il Governo non hanno trovato sponde nel PD, ecco che si aprono due nuove strade.

Una è quella della revisione del processo. Secondo il codice di procedura penale, un processo può essere rivisto nel caso in cui, dopo la sentenza definitiva, spuntino elementi molto importanti che potrebbero cambiare il giudizio finale, ma che i magistrati non hanno considerato durante i tre gradi di giudizio. E questi elementi, secondo gli avvocati di Berlusconi, sono alcuni documenti svizzeri che proverebbero che la causa di tutti i guai dell’ex Premier, ovvero Frank Agrama, in realtà non sarebbe il suo socio occulto. Secondo queste carte, la posizione di Berlusconi potrebbe essere rivoluzionata, fino a portare ad una sentenza di assoluzione.

A quanto pare però il principale obiettivo degli avvocati è la sospensione della sentenza che potrebbe arrivare nel caso in cui i giudici della Corte d’appello di Brescia decidessero di rivedere il processo. Non è obbligatoria la sospensione, ma è una delle possibilità. In questo caso la sospensione dai pubblici uffici rimarrebbe bloccata per diversi mesi, il che permetterebbe a Berlusconi di restare in carica nell’attuale Governo, oppure di candidarsi in caso di eventuali nuove elezioni.

La seconda possibilità non è del tutto nuova, ovvero la Grazia. Lui non vorrebbe chiederla di persona perché sembrerebbe quasi chiedere l’elemosina al Capo dello Stato che si è già pronunciato in un certo senso, e non sembra intenzionato a concederla. Ma la novità sta nel fatto che sarebbero i figli a presentarsi davanti a Napolitano, una mossa che aumenterebbe la pressione sul Presidente della Repubblica, anche a livello mediatico.

Ad ogni modo ogni discorso è rinviato a lunedì quando il PD avrà tra le mani la sorte di Berlusconi. In giunta potrebbe votare a favore della sua decadenza (i voti del Movimento 5 Stelle e di Sel sono scontati), e così l’ex Premier potrebbe decidere di tirar fuori dal cassetto il discorso già registrato in cui annunciava il ritiro della fiducia al Governo, e portare l’Italia in pochi mesi nuovamente alle elezioni, o ad un nuovo Governo con una nuova strana maggioranza.

Foto: Berlusconi su Facebook

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