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Napoli, il Vesuvio esploderà, parola del massimo vulcanologo mondiale

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vulcano vesuvio

Il Vesuvio esploderà. Non è questione di “se” lo farà ma di “quando”. Ne è sicuro Setsuya Nakada che è considerato il più importante vulcanologo al mondo. A dir la verità non si tratta di una novità dato che anche i vulcanologi di casa nostra sanno benissimo che il Vesuvio, pur non eruttando da tanti anni, non sta di certo dormendo, ma purtroppo i loro appelli non sono serviti a far prendere provvedimenti alla politica italiana.

Adesso magari, se lo dice il massimo esperto mondiale, qualcuno gli darà più ascolto. Nakada è in questi giorni in Campania per partecipare alla XII conferenza mondiale dei geoparchi di Ascea, ed intervistato sul problema vesuviano, che lui conosce benissimo, non poteva essere più chiaro di così:

Il Vesuvio erutterà di sicuro. Anche se non si può prevedere quando è importante ricordare che è un vulcano attivo e non dormiente

dice lo scienziato membro dell’Associazione Mondiale di Vulcanologia e Chimica della British Columbia. E non si tratterà di un’eruzione da poco visto che l’area vicina al vulcano è densamente popolata. Per decenni la città si è espansa fino alle pendici del Vesuvio, e secondo le ultime stime, in caso di eruzione, sarebbero ben 700 mila le persone che rischiano la vita. Certamente perderebbero tutto: casa, auto, aziende.

Ma come individuare che il Vesuvio sta per eruttare? Secondo Nakada il problema è che non si scoprirà un’eventualità del genere se non poche ore prima del tragico evento. Gli sbuffi in cima al cratere ed il terreno circostante che si gonfia sono segnali inequivocabili, ma da quando vengono avvertiti possono passare dei giorni o anche soltanto qualche ora prima che l’eruzione cominci, e dunque si ha poco tempo per evacuare.

E questo è proprio il tasto dolente. La Regione Campania ed il Comune di Napoli continuano a rimandare, anno dopo anno, i piani per l’evacuazione. La Protezione Civile ha individuato due cosiddette “zone rosse”, ovvero due aree che potrebbero essere direttamente colpite dalla lava, nei Campi Flegrei o nel lato degli altri Comuni, arrivando a stimare che ci sono 700 mila persone a rischio. Ma di piani di emergenza o di esercitazioni per la popolazione nemmeno l’ombra.

Foto: © Thinkstock

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