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Guerra in Siria, si muove anche l’Italia

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Il Ministro degli Esteri Bonino aveva affermato non più tardi di 24 ore fa che l’Italia non si sarebbe intromessa nella guerra in Siria senza l’autorizzazione dell’Onu. Questa notte però due navi italiane, un cacciatorpediniere ed una fregata, hanno preso il largo, destinazione le coste siriane. Ufficialmente l’Italia non è entrata in guerra contro il regime di Bashar al Assad, ma questa mossa può voler dire molte cose.

La prima è che l’Italia è pronta ad intervenire, e non vuol perdere tempo, non appena l’ok dell’Onu arriverà. Se arriverà. Ma soprattutto mostra una certa sudditanza nei confronti degli Stati Uniti piuttosto preoccupante. La decisione è arrivata infatti poche ore dopo che John Kerry, Segretario di Stato americano, aveva annullato il suo arrivo in Italia. Il ministro americano doveva venire nel nostro Paese per un incontro con il ministro Bonino e con il premier israeliano Netanyahu, quello palestinese Abu Mazen ed una delegazione di ministri della Lega araba. L’incontro serviva per discutere delle strategie nel conflitto israelo-palestinese, ed era stata scelta l’Italia perché considerato un Paese amico di tutte le parti in causa.

Ma Kerry ha fatto saltare l’incontro come ritorsione proprio contro le parole di Emma Bonino che aveva negato l’ingresso dell’Italia nel conflitto siriano. Anzi, come a voler dare un ulteriore schiaffo morale, il viaggio di Kerry è stato dirottato a Parigi, guardacaso proprio nell’unica nazione che gli ha garantito l’appoggio in caso di attacco. Il messaggio degli USA è stato chiaro, ed il nostro ministro lo deve avere recepito perché poco dopo ha inviato le due navi da guerra verso le coste siriane.

Ufficialmente però quei mezzi non sono lì per bombardare. La motivazione data dal Ministero è che si tratta di rinforzi per i nostri militari impegnati oggi in Libano, i quali potrebbero essere oggetto di ritorsioni da parte dell’esercito siriano. Ma se l’Italia non entrerà in guerra contro i siriani, non si capisce come mai l’esercito di Assad dovrebbe prendere di mira i nostri militari di stanza in un altro Paese.

Foto: © Thinkstock

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