Fotovoltaico, prezzi in Italia nel 2013

di Onofrio Marco Mancini
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costi fotovoltaico

Negli ultimi anni il prezzo di un impianto fotovoltaico in Italia si è decisamente abbassato. Questo però non significa che rispetto a qualche anno fa il risparmio sia sostanzioso visto che di conseguenza si sono ridotti anche gli incentivi statali. Ma, a prescindere dagli aiuti o meno dello Stato, i quali come ben sappiamo sono limitati nel tempo e nella quantità, quanto può costare un impianto fotovoltaico casalingo oggi?

Rispondere a questa domanda con una cifra precisa è molto difficile perché bisogna valutare diversi fattori. Il costo totale di un impianto è determinato da 5 variabili: il numero di moduli (cioè quanto è grande la parte visibile dell’impianto, quella esposta al sole), l’inverter, ovvero il dispositivo che trasforma la luce del sole (corrente continua) in energia elettrica (corrente alternata), la struttura dell’impianto (ad esempio se ci sono bracci di sostegno, strutture soprelevate, ecc.), i cavi e le altre attrezzature necessarie ed infine il corrispettivo che va dato a chi l’impianto lo progetta e lo installa materialmente.

Questi costi possono variare in quanto il fattore più “dispendioso”, quello dei moduli, inciderà maggiormente se l’impianto è più grande; ma d’altra parte il lavoro dell’installatore viene pagato più o meno lo stesso o leggermente in più se i kw installati sono maggiori. Ad ogni modo il costo dei moduli non supera quasi mai la metà del costo totale dell’impianto, quindi trovare un’offerta che sembra vantaggiosa sui soli moduli può essere fuorviante perché in realtà il costo totale potrebbe molto maggiore.

Tra gli altri costi, l’inverter è la componente meno costosa dell’intero impianto, di solito non più del 10% dell’intera spesa. Per un impianto da 3 Kwp può costare sui 500 euro circa. Stesso discorso per le strutture di supporto che sono poco costose sugli impianti piccoli, ma più cresce l’impianto e più incideranno sul prezzo. Il costo dei cavi e delle altre attrezzature invece rimane più o meno sempre lo stesso, quindi il suo peso inciderà sempre meno man mano che crescono le dimensioni dell’impianto. Infine il prezzo del montaggio dipende dall’installatore. Di solito siamo nell’ordine di poche migliaia di euro, ma la cifra esatta è impossibile da stimare perché varia in base alla località, alla concorrenza e al buon senso dell’azienda.

Ma passiamo alle cifre. Oggi il costo di un modulo si aggira mediamente sui 2.500 euro per kwp (chilowatt picco), ciò significa che un modulo da 3 kwp può costare tra i 7 e gli 8 mila euro, più Iva. Il costo è da considerarsi comprensivo anche degli altri fattori. Va però specificato che molto dipende anche dallo spazio e dall’irradiazione dell’area in cui si vuole effettuare l’installazione. Quando c’è poco spazio di solito si utilizzano le celle in silicio monocristallino che sono più efficienti ma più costose di quelle al silicio amorfo che però, per dare la stessa efficacia, ha bisogno di maggiore spazio. La scelta cambia anche in base al clima della zona visto che con un clima caldo e umido è preferibile il silicio amorfo.

Dunque quanto costerà un impianto “chiavi in mano”? Fatta sempre come ipotesi una struttura base da 3 Kwp (sufficiente per una famiglia di 4 persone) potremmo cavarcela con una cifra inferiore ai 10 mila euro. Senza contare che esistono gli incentivi ed il risparmio sulla bolletta energetica che, affiancati agli introiti derivanti dalla vendita dell’energia in rete, permettono di recuperare il costo totale dell’impianto in meno di 10 anni.

Foto: © Thinkstock

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