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Guerra in Siria, le linee guida di Obama

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Il raid americano in Siria ci sarà. Barack Obama ha convinto il suo Congresso che la cosa giusta è intervenire, nonostante nemmeno Ban ki-moon, segretario delle Nazioni Unite, abbia dato il suo assenso. Il presidente americano è talmente convinto che sia giusto intervenire, e che si tratti di una guerra lampo, che ha già fornito le linee guida su come sarà questa battaglia: veloce e indolore, almeno per gli americani.

Veloce perché, a suo dire, durerà soltanto 90 giorni (60 più un’estensione di 30 in caso di necessità). Indolore perché non ci saranno truppe di terra, ma soltanto razzi sparati dal mare e dal cielo che colpiranno gli obiettivi strategici. Il ruolo delle truppe di terra spetterà ai ribelli che potranno così avanzare e scacciare definitivamente il regime di Assad. L’intervento, secondo Obama, servirà da monito contro chiunque abbia intenzione in futuro di usare armi chimiche: è questo ciò a cui andrà incontro.

Per convincere l’Onu, Obama ha persino ammesso di essere disponibile a mettere per iscritto che non ci sarà l’intervento delle truppe di terra. Questa non è una invasione come in Iraq o Afghanistan, ma un semplice supporto ad un esercito che, seppur non ufficiale, rappresenta sempre buona parte della popolazione siriana.

Almeno su questo punto negli Stati Uniti sono tutti d’accordo. Repubblicani e Democratici sono convinti che bisogna intervenire, e che il modo giusto sia quello dei semplici bombardamenti. Chi non è d’accordo è l’Onu, e con esso quasi tutti gli altri Paesi del mondo. Non lo è la Russia che è alleata di Assad, non lo è la Germania che, a poche settimane dalle elezioni non vuol ritrovarsi una grana del genere tra le mani, e non lo sono nemmeno tutti gli altri Paesi che non vogliono correre il rischio di scatenare un conflitto mondiale. E l’Italia? Il Ministro Bonino è stata chiara: l’Italia non interverrà in un eventuale conflitto e, solo dietro l’approvazione dell’Onu, fornirà le basi e darà supporto logistico. Come se servissero a qualcosa visto che l’Italia è piena di basi americane, utilizzabili anche senza il nostro consenso.

Foto: © Thinkstock

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