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Berlusconi firma i referendum…contro il suo Governo

silvio berlusconi

Ha fatto scalpore l’immagine di Silvio Berlusconi che, seduto come un comune cittadino ad un banchetto in piazza, firmava a favore di alcuni referendum voluti dai Radicali. La prima notizia che è circolata è che questo era stato un atto dimostrativo in quanto, tra i referendum proposti, c’erano anche quelli sulla giustizia. Nelle interviste successive, il leader di Forza Italia-Pdl ha ribadito che c’è necessità di riformare la giustizia, e così si è pensato che in quei referendum ci fosse solo quello. Ma davvero è così?

Pare proprio di no. Forse non l’hanno avvertito, ma l’ex Premier ha firmato anche per dei referendum che vanno esattamente contro quello che i suoi governi hanno fatto in tutti questi anni. La legge che è destinata a suscitare più scalpore è la Bossi-Fini. Si tratta della legge che dovrebbe limitare l’immigrazione e che di fatto assegna lo status di clandestino ad un immigrato irregolare, anche se scappa dalla guerra o dalla povertà di casa sua. Il giorno dopo la famosa firma ad arrabbiarsi è stato primo fra tutti Roberto Maroni che per anni ha governato insieme a Berlusconi e che è uno dei principali sostenitori di tale legge. Il fatto che il suo ex alleato abbia firmato per abolirla lo ha mandato su tutte le furie. In un convegno della Lega ha detto che forse non ha letto quello che ha firmato. Ma se così fosse, sarebbe decisamente grave.

Ma le assurdità non finiscono qui. Un’altra delle tante battaglie del partito dei Radicali è quella sulla legalizzazione della marijuana e le altre droghe considerate leggere. Berlusconi, da appassionato sostenitore dei principi cattolici e difensore dei valori della famiglia, si è sempre opposto. Eppure ha firmato in favore della legalizzazione. Ma ancora, tra i referendum appoggiati c’è quello che abolisce il finanziamento pubblico ai partiti (lui non l’ha mai voluto abrogare), introduce la libertà di scelta dell’otto per mille che non deve andare solo alle istituzioni religiose, ma può essere così versato anche allo Stato, alla ricerca o ad altri enti non religiosi; ed ha firmato persino il referendum sul divorzio breve.

Intervistato su questa gaffe, Berlusconi non ha voluto passare per quello che firma senza leggere, e si è difeso affermando che ha firmato soltanto perché vuole che i referendum si facciano ed è curioso di capire cosa pensano su questi argomenti gli italiani. Peccato che quando ha fatto quelle leggi, lui gli italiani non li abbia mai ascoltati, ed anzi, durante i precedenti referendum (l’ultimo in ordine di tempo quello sul nucleare) invitava i suoi concittadini a non recarsi alle urne proprio per non manifestare la propria volontà.

Foto: Berlusconi su Facebook

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