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Guerra in Siria, la Gran Bretagna si tira fuori

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guerra in siria

Se la guerra in Siria ci sarà, non vi parteciperà la Gran Bretagna. Lo ha deciso ieri sera il Parlamento britannico, con una scelta che ha sorpreso molte persone, primo fra tutto il presidente americano Obama, di respingere la richiesta di attacco. Per una manciata di voti (285 contro 272) il massimo organo del Paese ha scelto di rimanere fuori dal conflitto, almeno per ora. Secondo l’intelligence britannica infatti le prove raccolte dagli Stati Uniti non sono soddisfacenti e non danno la piena certezza che sia stato il regime di Assad ad usare le armi chimiche.

Forse proprio le parole di ieri del presidente siriano hanno fatto cambiare idea ad un Paese che aveva già il dito sul grilletto. Assad, comparso in tv poche ore prima del voto britannico, non solo ha affermato che le armi chimiche sono nelle mani dei “terroristi” (come definisce lui i ribelli), ma che, una volta caduto lui, i terroristi continueranno ad usarle, anche contro l’Europa. Non sappiamo quanto abbiano influito queste parole, ma fatto sta che un intervento che sembrava certo ora non lo è più.

L’unico alleato rimasto agli Stati Uniti è per adesso la Francia. Ma Hollande, pur essendo d’accordo sulla politica interventista, ha frenato i bollenti spiriti della Casa Bianca. L’attacco ci sarà, ma sarà rinviato. Dopotutto il primo bombardamento, stando al calendario, sarebbe dovuto avvenire ieri, ed invece è stato rinviato a data da destinarsi. Gli Usa continuano a spingere per intervenire, ormai si può dire che hanno la Siria già nel mirino, ma senza l’appoggio della Nato e con gli alleati che frenano, rimangono bloccati sulle proprie posizioni e non possono fare altro che ribadire che è stato Assad ad usare le armi chimiche.

E Obama? In tutto questo il presidente è intervenuto ribadendo che non si tratterà di una guerra lunga come avvenuto in Iraq, ma che quello americano sarà solo un attacco sporadico che però colpirà duramente i luoghi strategici dell’esercito di Assad in modo da costringerlo alla resa. L’obiettivo, dice Obama, è di evitare che le armi chimiche possano arrivare fino in America ed essere usate contro la popolazione. Anche se, a dirla tutta, sembra un’eventualità alquanto remota.

Foto: © Thinkstock

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