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Imu, eliminazione vicina, ecco il piano Letta

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abolizione imu prima casa

Enrico Letta ha deciso che l’Imu si può eliminare. Le risorse ci sono, anche se non è immediato trovarle. La decisione di eliminare l’odiata tassa, almeno sulla prima casa e solo per gli immobili non di lusso, è arrivata oggi dopo che, per mesi, è stata il terreno di scontro tra PD e PDL. Secondo fonti ben informate vicine al Presidente del Consiglio, la scelta sembra sia stata presa per non dare l’alibi al partito di Berlusconi per far cadere il Governo. Si sa infatti che buona parte del PDL vorrebbe che si andasse alle elezioni subito per la questione riguardante la condanna a Berlusconi, e la scusa perfetta per far cadere questo Governo sarebbe la mancata eliminazione dell’Imu.

Siccome non si vuole lasciare questo assist agli avversari politici (ma alleati di Governo), i ragionieri dello Stato stanno spremendo fino all’ultimo centesimo per riuscire ad abolire l’odiata tassa. Secondo quanto trapela oggi, ci sarebbero i fondi per non far pagare la prima rata, e molto probabilmente anche la seconda. Fatti salvi solo gli immobili di lusso che la prima l’hanno già pagata e verseranno anche l’altra.

Ma dove vengono trovati i soldi? Attualmente le disponibilità finanziarie del Governo permettono di coprire 3,5 miliardi dei 4,5 circa che servono per abolire l’Imu sulla prima casa. L’ultimo miliardo dovrebbe arrivare dalle solite fonti: gioco, alcool, tabacchi. Inoltre una vecchia questione aperta sulle slot machine che per anni hanno pagato meno del dovuto dovrebbe far arrivare un altro mezzo miliardo circa nelle case dello Stato. Se tutto ciò non dovesse bastare, si provvederà ad ulteriori tagli nella pubblica amministrazione, nonché all’aumento dell’aliquota Imu sulle seconde e terze case.

Questo il piano. Ma se qualcosa andasse storto? Letta assicura, almeno i soldi per evitare il pagamento della prima rata ci sono. I fondi della rata rinviata a giugno dovevano essere trovati entro metà settembre, e l’obiettivo è stato raggiunto. Ciò significa che è quasi certo che almeno la prima rata non verrà mai versata. Per quanto riguarda la seconda, se i fondi non fossero sufficienti, si avrà tempo fino a dicembre, e le circostanze potrebbero anche far pensare ad un rinvio come in questo caso.

Ormai certa infine l’istituzione della service tax. I Comuni infatti si dovranno finanziare in qualche modo, ed eliminando l’Imu avranno a disposizione questa nuova tassa. Si tratta di un’imposizione “di scopo”, ovvero ogni volta che ci sarà da effettuare una spesa di interesse pubblico (una strada, un asilo, illuminazione stradale, ecc.), il Comune sarà libero di istituire una tassa apposita. Le modalità e i tempi saranno decise da ogni singolo Comune che potrà anche decidere eventuali esenzioni. La service tax partirà nel 2014.

Foto: © Thinkstock

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