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Lega Pro, i motivi dello sciopero

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sciopero lega pro

Il campionato di Lega Pro 2013-2014 sarebbe dovuto cominciare il 1 settembre. Ed invece le società hanno avuto la meglio (per ora) ed hanno indetto uno sciopero generale. Ma perché la vecchia Serie C quest’anno non parte? Alla base della diatriba c’è il cambio del regolamento. Ma per spiegare meglio la situazione, specialmente ai non esperti, bisogna fare un passo indietro.

La Lega Pro è sempre stata vista come una sorta di “serbatoio” di giovani promesse. Per questo da anni il regolamento prevede che sia in rosa che in campo ci fossero obbligatoriamente alcuni giovani. La presenza degli under 21 era però limitata, nelle diverse categorie, a 3-4 elementi in campo, ma quest’anno il consiglio direttivo ha deciso di fare di più ed ha imposto che la media d’età della formazione titolare sia inferiore ai 26 anni. Almeno se si vogliono ottenere i finanziamenti. Il motivo per cui questo è stato fatto è evidente, ovvero evitare che qualche calciatore più vecchio, raggiunti i 35-38 anni, anziché ritirarsi decida di scendere di categoria, magari togliendo spazio a qualche giovane di 18 anni con tutta la carriera davanti.

La limitazione comunque è molto stringente. In questo caso basta avere più di un over 30 in campo per costringere l’allenatore a schierare qualche ragazzino inesperto, mettendo a rischio il risultato. Senza contare che le sostituzioni andrebbero fatte con in mano una calcolatrice e non una lavagnetta tattica. Le società protestano su questo punto sin dalla fine dello scorso campionato, quando si sapeva già che il regolamento sarebbe cambiato, ma i vertici hanno deciso di ignorarle, fino a che, arrivati ad una settimana dall’inizio del campionato, non si è passati alle maniere forti.

Secondo il presidente della Lega Pro Mario Macalli non ha alcun senso scioperare e per lui il campionato deve cominciare necessariamente. Non si ripeterà la situazione di due anni fa in Serie A quando la prima giornata fu rinviata per il mancato accordo sul contratto nazionale dei calciatori. Per lui domenica prossima si gioca e chi non scenderà in campo avrà partita persa. La soluzione a questo problema per ora sembra lontana, almeno finché una delle due parti non cede, ma un compromesso sta già circolando in queste ore. La media d’età di 26 anni, secondo il regolamento nuovo, dovrebbe essere calcolata su 11 calciatori. L’idea è di calcolarla su 10, in maniera tale da lasciare in campo qualche over 30 in più, ma mantenendo comunque il principio di ringiovanire la squadra, senza necessariamente forzare le tappe.

Foto: © Thinkstock

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