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Siria, spari contro ispettori Onu, la guerra è sempre più vicina

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guerra siria

Se si sperava che l’Onu potesse mediare su quel campo di battaglia che è diventato la Siria, diciamo che i protagonisti della guerra non stanno facendo nulla per facilitargli il compito. Gli ispettori, giunti ieri nel Paese per trovare traccia delle armi chimiche, sono stati presi d’assalto proprio mentre si recavano su uno dei luoghi in cui c’erano state le denunce sull’uso dei gas letali. Se ancora l’intervento dei caschi blu non c’è stato è solo perché non si è capito chi è stato a sparare.

Vista la gravità del gesto infatti, ogni parte si è subito prodigata per puntare il dito contro la fazione opposta. Sono stati i ribelli che poi hanno incolpato i miliziani per far credere che non vogliono che gli ispettori dell’Onu raccolgano le prove, o sono stati gli uomini di Assad per accusare i ribelli e provare che si tratta di terroristi? Probabilmente la risposta a questa domanda non l’avremo mai, o almeno nel breve termine. Ciò che è importante però è che gli uomini delle Nazioni Unite sono riusciti a raccogliere alcune prove importanti e che nessuno è rimasto ferito nello scontro a fuoco.

Il luogo era uno dei teatri peggiori di questa guerra, un’area in cui sono state utilizzate armi chimiche che sono costate la vita a 1300 persone. La rilevazione è andata a buon fine, come è andata anche quella nell’ospedale improvvisato dei ribelli in cui gli ispettori hanno prelevato campioni di sangue e di capelli dai feriti.

Ad ogni modo le due superpotenze più interventiste, Stati Uniti e Gran Bretagna, sono sempre più propense al bombardamento. Obama e Cameron si dovrebbero sentire in queste ore e preparare il primo attacco missilistico contro le truppe di Assad entro 10 giorni. Anche perché secondo le ultime dichiarazioni dei rappresentanti della Casa Bianca, i dubbi sul fatto che il dittatore siriano abbia usato le armi chimiche sono ormai pochissimi. All’attacco si oppone la Russia che annuncia ripercussioni, ma ha anche ammesso che non ha alcuna intenzione di entrare in guerra contro nessuna delle due parti.

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