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Governo PD – Movimento 5 Stelle, i 5 punti su cui si baserà

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accordo pd-m5s

Ricordate i famosi 8 punti di Bersani con cui il PD sperava di governare insieme al Movimento 5 Stelle all’indomani delle elezioni politiche? A distanza di alcuni mesi molto è cambiato. Ci sono state le grandi intese, i principali leader sono caduti e sono stati sostituiti dai loro collaboratori più fidati, Berlusconi è stato condannato. E gli 8 punti sono rimasti lì, insoluti. Adesso vengono riproposti, ma riassunti in appena 5.

Chiariamo subito che la proposta non viene da Beppe Grillo ma da Riccardo Nuti, recentemente nominato capogruppo del Movimento 5 Stelle, il quale due ore prima della sentenza Mediaset aveva scritto una lettera al suo partito, poco dopo pubblicata anche sui giornali, in cui prospettava le azioni che il suo movimento, ed il PD, avrebbero potuto intraprendere a seconda degli scenari della sentenza.

Ora che tutti sappiamo che Berlusconi è stato condannato, analizziamo il punto relativo nell’elenco di Nuti. In sostanza il grillino propone una cosa molto semplice: alleanza PD-M5S su un miniprogramma di 5 punti e poi tornare alle elezioni. Una sorta di Governo a tempo determinato più breve di quello prospettato da Bersani 3 mesi fa, ma senza la zavorra del PDL che potrebbe presto perdere tutti i suoi rappresentanti in Parlamento dopo le dimissioni di massa in sostegno al proprio leader.

Ma quali sono questi 5 punti su cui si baserà il nuovo Governo? Il primo e più importante, richiesto anche dal Presidente della Repubblica, è la legge elettorale. Senza stare ad aspettare la sentenza della Corte Costituzionale che con ogni probabilità ci farà tornare al Mattarellum. Anche se non ci sono proposte concrete, probabilmente l’intenzione è di tornarci subito, visto che Berlusconi minaccia di tornare alle elezioni (anche se non si potrà candidare), e poi solo in una fase successiva realizzare una nuova legge. Sempre ammesso che l’accordo non si trovi prima.

Secondo punto: reddito di cittadinanza. Cavallo di battaglia dei grillini, prevede che qualunque cittadino disoccupato percepisca un assegno mensile di 800 euro ed un totale di 3 proposte di lavoro, rifiutate le quali perderebbe anche il sussidio. Ma ancora, misure per favorire le piccole e medie imprese, anche se su questo punto la proposta è poco chiara; abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, cancellando la proposta di legge fatta qualche mese fa che inserisce una sorta di finanziamento nella dichiarazione dei redditi, ed infine una legge sul conflitto d’interessi, che l’Italia attende da 20 anni, e che eliminerebbe la possibilità che in futuro si riproponga una situazione simile a quella di oggi.

Per potersi sedere ad un tavolo delle trattative però, Nuti propone alcuni provvedimenti da realizzare che servirebbero anche per trovare i fondi per finanziare queste leggi, ovvero taglio ai costi della politica, stop alla TAV, all’Expo e all’ordine degli F35. Se sul primo punto probabilmente l’accordo ci può essere, crediamo molto difficile che venga trovato sugli altri tre.

Foto: © Thinkstock

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