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Processo Mediaset, i motivi del rinvio della sentenza

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processo mediaset

La data del 30 luglio è segnata in rosso sul calendario di mezza Italia da oltre un mese. È infatti quella in cui ci si attende la sentenza definitiva sul processo Mediaset che vede imputato Berlusconi. Non tanto per il carcere, che tanto si sa che non farà mai, ma per il fatto che, se venisse confermata la sentenza di secondo grado, a Berlusconi sarà vietato per i prossimi 5 anni di candidarsi per qualsiasi carica pubblica. Purtroppo però oggi non sapremo ancora nulla.

Al 99% infatti le sentenza verrà rinviata. Resta da capire a quando. I motivi sono tanti. Prima di tutto, bisogna ascoltare le parti in causa. Ci saranno due arringhe, una del relatore ed una dell’accusa, più quelle dei due avvocati di Berlusconi, con Ghedini che si occuperà di metodo, ovvero spiegherà le irregolarità in particolare nel processo di secondo grado che dovrebbero essere alla base dell’annullamento della condanna e del rifacimento del processo. Dopodiché sarà la volta dell’avvocato Coppi che cercherà di dimostrare l’innocenza di Berlusconi, più per la stampa che per i giudici visto che il terzo grado non giudica la colpevolezza o meno, ma la regolarità dei procedimenti.

In totale si calcola che ci vorranno non meno di 7 ore, a cui si deve aggiungere il tempo che ci vuole per smaltire altri processi calendarizzati nella stessa giornata. Dopodiché i giudici si ritireranno in camera di consiglio ed anche lì ci vorranno non meno di 5-6 ore prima di uscire con la sentenza. Siccome è impossibile che si arrivi a pronunciare la sentenza di notte, come minimo ci sarà un rinvio a domani. Ma la data potrebbe slittare ulteriormente. La difesa potrebbe chiedere il rinvio del processo, ed in questo caso i giudici si dovranno ritirare per stabilire se sia il caso di rinviarlo, perdendo ulteriore tempo.

Alla fine dei conti le possibilità sono due: rinvio a domani o dopodomani, oppure rinvio a settembre. E qui scattano i calcoli. A seconda di quando si stima sia avvenuto il reato, la prescrizione può scattare il primo di settembre, il 15 o negli ultimi giorni del mese. Questo dettaglio, che sembra minimo, ha un’importanza cruciale. Se infatti uno dei reati contestati al Cavaliere cadesse in prescrizione, la pena inflitta in caso di condanna sarebbe inferiore ai 4 anni, facendo decadere l’interdizione dai pubblici uffici. In questo caso dunque Berlusconi non andrebbe comunque in carcere grazie all’indulto, ma potrebbe continuare a fare politica come sempre.

Foto: © Thinkstock

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