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Solare, Europa e Cina risolvono la controversia commerciale sul dumping

bandiere ue

Una pericolosa controversia commerciale tra Unione Europea e Cina rischiava di far saltare affari tra i due Paesi per centinaia di milioni di euro, nonché di peggiorare i rapporti tra queste due super potenze. Al centro del dibattito che si trascina da anni c’è il prezzo dei pannelli solari cinesi che è troppo basso grazie a processi produttivi a costi talmente risibili e sovvenzionati con forti sussidi statali tali da tenere l’Europa fuori dalla competizione di mercato. Per questo i dazi europei erano diventati talmente elevati da far insorgere il Governo cinese tanto che la tensione ha portato quasi ad uno stop dei rapporti commerciali per quanto riguarda le energie rinnovabili e non solo.

Ora però sembrerebbe tutto risolto. I pannelli solari importati dalla Cina in UE subiranno un aumento minimo di prezzo concordato. Si tratta di un dazio fisso che però non è eccessivamente elevato come temevano gli asiatici.

Abbiamo trovato una soluzione amichevole. Sono soddisfatto dell’offerta di un impegno sui prezzi presentata dagli esportatori di pannelli solari in Cina

ha dichiarato il commissario Ue al commercio Karel De Gucht. Le cifre non sono state rese ufficiali, ma secondo una fonte della Reuters si parla di 0,56 centesimi di euro per watt, in modo da far avvicinare il prezzo di un pannello cinese a quello identico prodotto in Europa. All’interno dell’accordo sono stati concessi anche maggiori poteri alla Cina per allargare il proprio bacino d’utenza nel Vecchio Continente. Secondo le stime la Cina potrebbe arrivare quasi a fornire la metà dei pannelli di cui l’Europa ha bisogno.

Non sembrano però contenti i produttori europei. Secondo molti infatti il prezzo è ancora troppo basso e la commissione non è in grado di proteggere la sua stessa industria. Intanto però questo è il miglior accordo possibile che si può trovare tra i Paesi dato che, una volta entrato in vigore, la Cina si è impegnata ad eliminare il provvedimento anti-dumping che aveva minacciato, il quale di fatto avrebbe fortemente limitato l’import di uno dei prodotti che ancora sorreggono l’economia europea e soprattutto italiana: il vino.

Fonte: Cleantechnica
Foto: © Thinkstock

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