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Processo Mediaset, tutte le possibili sentenze su Berlusconi

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L’attesa cresce e domani, nel primo pomeriggio, conosceremo la sentenza definitiva sul processo Mediaset. Si tratta probabilmente della sentenza più importante dai tempi di Tangentopoli perché, essendo quella della Cassazione, deciderà definitivamente sul destino di Silvio Berlusconi e probabilmente del futuro dell’Italia. In secondo grado il giudice ha decretato una pena per il Cavaliere di 4 anni di reclusione e 5 di interdizione dai pubblici uffici, con l’accusa di frode fiscale. Proprio ieri Berlusconi ha dichiarato, ma poi smentito, che in caso di condanna non accetterà i domiciliari né i servizi socialmente utili o di scappare all’estero come fece Craxi, ma si farà portare in carcere. Eppure questa è solo una delle ipotesi al vaglio.

Secondo un’analisi compiuta questa mattina dal Corriere della Sera infatti, ci sarebbero almeno 6 possibilità di sentenza che possono arrivare dalla Cassazione. Dunque non solo condanna o assoluzione. Analizziamo tutti gli scenari:

Conferma della sentenza di secondo grado: visto che la Corte d’Appello ha confermato senza cambiare di una virgola la sentenza di primo grado, questa sembra la soluzione più ovvia. Ed in sostanza è quello che si attendono anche i legali di Berlusconi. In questo caso l’ex Premier potrebbe accettare di andare in carcere per scontare una pena che però certamente non durerebbe 4 anni ma al massimo uno a causa dell’indulto, e soprattutto non potrebbe più ricoprire incarichi politici fino al 2018. Ad ogni modo, vista l’età, crediamo difficile che possa vedere anche da lontano le mura del carcere. Infine rimarrebbe parlamentare finché il Senato non deciderà se dare l’autorizzazione all’arresto o alla decadenza della carica, o finché l’attuale Parlamento sarà in carica.

Annullamento condanna e nuovo appello: i legali di Berlusconi hanno proposto 50 motivi per cui il processo d’appello non è stato regolare. La corte di Cassazione ha il potere di dichiarare irregolare tale atto e quindi annullare la sentenza e comandare che l’intero iter riparta da dopo la sentenza di primo grado. In questo caso la prescrizione (settembre 2014) potrebbe battere tutti sul tempo.

Assoluzione: la Cassazione può annullare la condanna ordinando così l’assoluzione piena. È quello che Berlusconi si augura perché ne uscirebbe pulito senza escamotage. L’unico motivo per cui ciò possa avvenire è se i legali dimostreranno che quando sono avvenute le irregolarità, Berlusconi non ne era al corrente né responsabile.

Rinvio lungo: i legali hanno affermato di aver avuto poco tempo per preparare la difesa e così potrebbero chiedere un rinvio. In questo caso si spera di prolungarlo almeno fino alla fine di settembre, quando uno dei reati contestati a Berlusconi cadrà in prescrizione. In questo caso, anche se venisse condannato, una pena inferiore eliminerebbe l’interdizione dai pubblici uffici.

Rinvio breve: affermando che il proprio assistito rinuncerà alla prescrizione, oppure semplicemente per chiedere qualche giorno in più per preparare la difesa, i legali di Berlusconi potrebbero chiedere di rinviare la sentenza di pochi giorni, presumibilmente entro il 10 agosto o i primi giorni di settembre, in modo da non arrivare alla prescrizione.

Rinvio alla Corte Suprema: affermando che il reato contestato a Berlusconi è stato già giudicato nel processo Mediatrade dove il Cavaliere è stato prosciolto, i legali potrebbero sollevare la questione di fronte alla Corte Suprema che potrebbe avere l’ultima parola e decidere se accogliere le motivazioni della difesa (e dunque prosciogliere il Cavaliere) oppure respingerle, ed in questo caso condannarlo.

Foto: © Thinkstock

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