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Fallimento Detroit, perché e cosa accade ora

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In questo periodo di crisi economica falliscono le imprese, a volte gli Stati. Ma mai avevamo sentito di città che falliscono. È accaduto negli Stati Uniti ad una delle città più importanti del Paese, ed industrialmente del mondo: Detroit. Ed il bello è che qui la crisi economica c’entra poco. Le amministrazioni comunali in America non sono come quelle italiane. Hanno un bilancio e vengono gestite come delle aziende. Se in Italia una città si indebita eccessivamente, viene commissariata e poi con un decreto lo Stato ne paga i debiti o la tiene in vita praticamente impedendole di spendere anche un solo euro. In America invece accade ciò che accade ad una normalissima impresa: fallisce.

Eppure viene da chiedersi come sia possibile che una città come Detroit possa fallire. Si tratta di uno dei Comuni più ricchi, almeno sulla carta, del mondo, visto che ospita il cuore pulsante di aziende come General Motors, Ford e Chrysler, le tre principali case automobilistiche americane. Il motivo è da ricercare nella mala politica visto che, proprio come in Italia, corruzione ed incapacità portano ad una serie di conseguenza catastrofiche.

I fattori che hanno portato questa città al fallimento sono essenzialmente due: investimenti sbagliati che hanno fatto volatilizzare centinaia di milioni di dollari, ed una gestione errata della lotta alla criminalità. Oggi Detroit è infatti la seconda grande città più pericolosa d’America, dietro Chicago, ed un tasso di disoccupazione del 18,6% di certo non aiuta. La gente non si sente sicura quando gira per la strada, tossici e delinquenti vari spadroneggiano grazie anche ai tagli fatti alla pubblica sicurezza che ormai è ridotta all’osso, e questo ha fatto letteralmente scappare le persone. Sessant’anni fa, all’apice del suo successo, la città di Detroit contava 2 milioni di abitanti (quarta città più popolosa d’America) che diventavano 5 con i pendolari, oggi ne conta meno di 800 mila. La macchina pubblica è diventata sempre più costosa, le persone che pagano le tasse sempre di meno, e allora ecco spiegato l’indebitamento per quasi 20 miliardi di dollari.

Per questo l’amministrazione, già commissariata, ha presentato la richiesta di bancarotta più ampia della storia americana. L’ultima volta era accaduto a Jefferson County, in Alabama, per una cifra cinque volte inferiore a questa. Una perdita di 380 milioni di dollari l’anno può essere recuperata soltanto con un intervento eccezionale. E per intervento eccezionale si intende vendita degli asset strategici e soprattutto tagli ai cittadini. Quasi certamente verranno colpite le pensioni e gli stipendi dei dipendenti pubblici, nonché ai servizi pubblici, o a quello che ne resta. Tra i beni pubblici che rischiano di essere venduti ci sono i parchi. Oltre la metà è già chiuso dal 2008 per tagliare i costi di manutenzione, ma sappiamo benissimo cosa accade ad un parco quando viene comprato da un privato.

Foto: © Thinkstock

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