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Domanda fotovoltaica cresce trainata da Cina e Giappone

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Cina e Giappone meglio di Europa e Stati Uniti. La domanda di fotovoltaico in questi due Paesi è partita in ritardo rispetto ai Paesi Occidentali, ma sta recuperando terreno a suon di ordini. Nella seconda metà del 2013, secondo le previsioni degli analisti di NPD Solarbuzz, la domanda globale di solare-fotovoltaico raggiungerà il 22% per un totale di 20 GW, e per la maggior parte il merito va ai Paesi asiatici.

Le rinnovabili in generale ed il fotovoltaico in particolare sono cresciute molto in fretta negli ultimi anni, ma nonostante la crisi, mai si erano registrati numeri come quelli di quest’anno: incremento di 35,1 GW, record storico. La situazione diventa molto evidente osservando il grafico qui sotto.

fotovoltaico 2013

Si vede chiaramente come, nella prima parte di quest’anno, la coppia Cina-Giappone abbia superato i due leader storici del fotovoltaico mondiale in quanto a richiesta di installazioni fotovoltaiche, ovvero Germania e Stati Uniti. Il numero più grande resta comunque quello del resto del mondo in cui è compresa anche l’Italia. Le previsioni per la seconda metà però vanno in senso contrario, ovvero lasciando più o meno stabili gli ordini del resto del mondo, facendo aumentare quelli di Stati Uniti e Germania, ma facendo fare un balzo enorme ai Paesi asiatici che comporrebbero quasi la metà degli ordini totali mondiali.

Bisogna anche specificare che gli ordini dei Paesi Occidentali negli anni scorsi sono stati molto elevati ed ora si sono ridotti solo perché la potenza precedentemente installata è molto elevata mentre in Cina e Giappone è in fase emergente. Per avere un’idea basti dire che la Germania nel 2012 risultava avere 8 volte la quantità di fotovoltaico in Cina e 4 volte più del Giappone, mentre nel 2010 la differenza era 20 a 1. I numeri attuali però sono significativi.

Secondo Michael Barker, Senior Analyst di NPD Solarbuzz, stiamo assistendo ad una transizione in cui da mercato quasi esclusivamente europeo, il fotovoltaico sta prendendo altre strade ed oggi diventa fortemente dipendente da un piccolo gruppo di Paesi. Barker si riferisce a Cina, Giappone, Stati Uniti e Germania che insieme hanno composto il 60% della richiesta mondiale nei primi 6 mesi del 2013, e che nella seconda parte dell’anno vedranno aumentare lo squilibrio in favore dei Paesi asiatici.

Fonte: Cleantechnica
Foto: © Thinkstock

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