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Nuova legge elettorale, Quagliariello rilancia la discussione

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Che fine ha fatto il dibattito sulla legge elettorale? Tra emergenza lavoro, giovani e larghe intese, improvvisamente si è smesso di parlare di una questione fondamentale su cui per mesi il dibattito è stato acceso. L’impressione è che ora non se ne voglia parlare un po’ perché si tratta di un tema “divisivo”, cioè un problema sul quale il Governo rischia di cadere, ed anche perché rimandando la questione tutte le forze di maggioranza sono portate a far durare il Governo il più a lungo possibile perché votare con il Porcellum porterebbe all’ennesimo disastro.

Per questo motivo nelle scorse settimane la Consulta si era espressa, sollevando un’ipotesi di incostituzionalità che avrebbe poi portato ad una probabile abrogazione ed al ritorno al Mattarellum, la legge elettorale precedente. Nel silenzio generale si è fatto sentire uno dei “saggi”, nonché Ministro delle Riforme Gaetano Quagliariello, il quale ha spiegato che c’è la necessità di realizzare una nuova legge elettorale. Anche perché la Consulta non si esprimerà prima della prossima primavera, ed il rischio che si vada ad elezioni prima di allora è alto.

Dunque quali sono le proposte messe in campo? Al momento le strade sembrano essere due: una che assomiglia tanto alla legge per le amministrative, ovvero un primo turno in cui sono tutti in campo ed un secondo con il ballottaggio se nessuno supera il 50%; l’altra proposta invece migliora l’attuale legge, fornendo un premio di maggioranza graduale, ovvero la percentuale sale a seconda della quantità di voti ottenuti in modo da non dare una maggioranza schiacciante quando si vince di uno o due punti. Inoltre darebbe il premio di maggioranza anche al Senato, in modo da garantire governabilità.

Entrambe le soluzioni sono apprezzabili, tanto che anche il Capo dello Stato si è detto favorevole alla realizzazione di una delle due ipotesi, ma su questo punto a fare la parte dei franchi tiratori è proprio il Pdl, il partito di cui fa parte Quagliariello, che continua a difendere a spada tratta il Porcellum. Secondo molti il rischio che il partito di Berlusconi non vuol correre è che si torni alle preferenze, abolendo le liste bloccate grazie alle quali il Pdl in questi anni è riuscito a portare in Parlamento di tutto e di più. Il disegno di legge sul Comitato Riforme Costituzionali che a sua volta dovrà occuparsi di redigere la legge elettorale è arrivato ora al Senato dove si spera non si incagli un’altra volta. L’impressione comunque è che finché l’enorme macchina politica partorirà la nuova legge, la Consulta si sarà già espressa.

Foto: Quagliariello su Facebook

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