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Egitto, Morsi respinge l’ultimatum ed ora rischia la vita

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Sempre più preoccupante la situazione in Egitto. L’esercito, ormai schierato con i ribelli, ha proposto al Premier Mohammed Morsi un ultimatum di 48 ore per lasciare la sua carica, ma il presidente ha deciso di respingerlo: resterà al potere. Abbandonato da tutti, persino dal suo stesso partito, quello dei Fratelli Musulmani che non vogliono perdere il sostegno della popolazione, e persino dai suoi ministri (altri 5 si sono dimessi nelle ultime 24 ore), Morsi decide di restare in carica, sfidando la folla inferocita che prima o poi potrebbe raggiungerlo e fargli fare la fine di Gheddafi.

Nella convulsa giornata di ieri, in cui milioni di egiziani sono scesi in piazza per chiedere la cacciata del Premier, persino Barack Obama, in visita in questi giorni in Africa, ha telefonato al Primo Ministro per chiedergli di lasciare il potere, o perlomeno di dare al popolo ciò che chiede, cioè un Paese democratico. Ma nemmeno questo gesto è servito a fargli cambiare idea. Ed ora Obama si dice preoccupato, come lo è un po’ tutto il mondo, per la brutta piega che sta prendendo questa situazione nel Paese.

A pagare più di tutte sono le donne visto che il tasso di violenze si è nuovamente impennato, ma purtroppo pagano un po’ tutti, come hanno dimostrato i 16 manifestanti uccisi negli ultimi giorni. A destabilizzare ulteriormente la situazione c’è che l’esercito si sta organizzando per compiere una sorta di colpo di Stato, ovvero destituire di ogni potere Morsi e far dirigere il Paese ai suoi vertici. Ma purtroppo la situazione non è nemmeno così semplice. Proprio come sta accadendo in questi giorni in Siria, ci sono ancora milioni di persone che si schierano con il loro presidente e che dall’altra parte della città manifestano in favore di Morsi e contro l’intervento militare. Ed il rischio che le due fazioni possano scontrarsi è alto.

Lo scenario che si apre in questo momento non è dei più rosei. La road map disegnata dall’esercito ricalcherebbe quello che è avvenuto nel 2011 con la destituzione di Hosni Mubarak. Accadrebbe che il massimo generale dell’esercito assumerebbe temporaneamente ogni potere finché nuove elezioni non darebbero una nuova maggioranza. Per poter fare ciò però bisogna che Morsi si dimetta, ed al momento non sembra intenzionato a farlo. Per questo l’uso della forza sembra l’estrema ratio.

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