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Confederations Cup, Italia eliminata ai rigori…ancora una volta

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I calci di rigore non sono favorevoli all’Italia. Se escludiamo il Mondiale 2006, per il resto la lotteria dei rigori ci ha sempre detto male. È da Italia ’90 che la tradizione ci è avversa. Prima la semifinale contro l’Argentina, poi la finale di Usa ’94 col Brasile, poi i quarti di Francia ’98 contro i padroni casa, gli Europei di dieci anni dopo contro la Spagna ed ora la Confederations Cup. Evidentemente, se i calci di rigore sono per la maggior parte psicologici, c’è da rivedere qualcosa nella mentalità di questa squadra.

Eppure è strano perché contro i campioni di tutto (due Europei ed un Mondiale vinti di fila) abbiamo giocato la miglior partita del torneo. Una bella squadra, quadrata e senza rischi, ha messo in ginocchio le Furie Rosse, andando vicino al gol per almeno 4-5 volte durante la partita. La nostra sfortuna è che le palle migliori sono capitate sulla testa di un calciatore che certamente non è un bomber, Christian Maggio, che da terzino ha avuto ben 3 occasioni di portarci in vantaggio. E poi ci sono da annoverare i tentativi di Marchisio di testa a 5 metri dalla porta, il palo di Giaccherini, ma soprattutto il fatto che non abbiamo concesso alla Spagna un solo tiro in porta, e le poche occasioni che hanno avuto sono state sprecate per imprecisioni al tiro.

Ma purtroppo questa non è la Confederations Cup delle sorprese, come avevamo già detto la scorsa settimana, e così i pronostici, favorevoli a Brasile e Spagna, sono stati confermati. Dopo 120 minuti di ottimo calcio ci siamo dovuti arrendere ai calci di rigore, peraltro arrivando a battere il settimo penalty, quello che normalmente tocca ai difensori (ed infatti a sbagliare è stato Bonucci), segno che anche da questo punto di vista stiamo migliorando. Peccato, sarà per la prossima volta, e speriamo che almeno la finalina per il terzo posto contro l’Uruguay non finisca ai calci di rigore.

Foto: Confederations Cup su Facebook

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