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Anche gli Stati Uniti nell’elenco dei Paesi con matrimoni gay

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Ieri sera (ora italiana) è arrivata una notizia inaspettata che però è molto significativa: negli Stati Uniti si potranno celebrare matrimoni gay. A dir la verità già in 12 Stati questo era permesso, ma ora diventerà legge nazionale. Lo ha deciso la Corte Suprema che ha rivalutato la legge che definiva il matrimonio come fondato sull’unione tra un uomo e una donna, e tenendo come caposaldo il quinto emendamento, quello per cui tutti gli americani sono uguali, ha dichiarato incostituzionale la vecchia norma.

In questo modo, siccome tutti sono uguali, anche due uomini o due donne possono sposarsi. Immediata la reazione del presidente Obama che si è detto contento di questa decisione visto che anche in campagna elettorale ha sempre sostenuto le unioni tra persone dello stesso sesso, e questa sentenza in pratica gli ha risparmiato mesi di polemiche e di battaglie nel Congresso visto che i repubblicani non l’avrebbero mai fatta passare.

paesi matrimoni gay

Con questa decisione, come si vede nella cartina sopra, gli Stati Uniti diventano il quindicesimo Paese che garantisce il matrimonio omosessuale (blu scuro), senza contare quelli che riconoscono diritti civili ed altre forme sociali (azzurro), o quelli che stanno ancora elaborando una legge come la Gran Bretagna o il Lussemburgo. La prima ad introdurre tale norma fu l’Olanda nel 2001, a cui poi seguirono il Belgio, la Spagna, il Canada, i Paesi del Nord Europa e persino il Sudafrica. Negli anni questo riconoscimento dei diritti è avvenuto paradossalmente sempre più nei Paesi cattolici, nonostante le invettive della Chiesa, come di recente accaduto in Argentina e Uruguay. Non a caso le uniche grida di protesta ieri si sono sollevate proprio dal mondo cattolico.

E l’Italia? Come sempre quando si tratta di riconoscere dei diritti, è ferma al palo. Tra i Paesi Occidentali infatti il nostro è uno dei pochi a rimanere ancora indietro da questo punto di vista. Spagna, Portogallo, Francia e i Paesi Settentrionali dell’Europa già riconoscono le unioni civili o i matrimoni omosessuali, la Gran Bretagna li sta valutando mentre in Germania ed in molti Paesi dell’Est Europa esistono altre forme di tutela come la condivisione dei diritti alla salute, eredità e quant’altro. Lo stesso dicasi per l’Oceania e praticamente l’intera America, fatta eccezione per qualche piccolo Paese del Sud. Insomma, alla fine dei conti, manchiamo solo noi.

Foto: © Thinkstock

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