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DL lavoro, il provvedimento per l’Italia che non c’è

decreto legge lavoro

Passata la bufera giudiziaria che ha limitato i lavori parlamentari, le forze di Governo si sono riunite per stilare la prima bozza del decreto legge sul lavoro per far ripartire l’occupazione in Italia. Sin dalle prime righe però si capisce che le possibilità sono due: o i nostri politici non hanno capito niente di come va l’Italia, oppure questo è l’ennesimo specchietto per le allodole per dire che fanno qualcosa quando in realtà non fanno nulla.

Cominciamo con il provvedimento più scandaloso, quello del bonus per le imprese per le assunzioni a tempo indeterminato contenuto nel DL lavoro. Nelle prime battute sembra positivo (650 euro di bonus al mese per un anno per le aziende che assumono un giovane), ma è dalle righe successive che si capisce che ci stanno prendendo in giro. Il profilo del giovane che viene stilato dal Governo è di una persona di non più di 29 anni (un trentenne è già vecchio?), dev’essere disoccupato da almeno 6 mesi, ma soprattutto, e qui c’è il capolavoro, non dev’essere laureato e nemmeno diplomato e non deve vivere con i genitori, ma deve avere una o più persone a carico. In pratica qui il Governo sta dicendo che vuole spendere milioni di euro per fare assumere ragazzi che non hanno voglia di studiare e che, nonostante questo, sono andati via di casa, hanno messo incinta una ragazza che probabilmente è nella loro stessa condizione ed ora deve mantenere lei e gli eventuali figli.

Ancora una volta i milioni di giovani che si sono diplomati e laureati, facendo sacrifici e che magari non se ne vanno di casa proprio perché non hanno i soldi per pagare affitto e bollette rimangono al palo, mentre vengono favoriti ragazzi che, pur brave persone che siano, non hanno nemmeno finito gli studi e, se vivono da soli o con una o più persone a carico da almeno 6 mesi, in qualche modo guadagnano. Magari a nero.

E poi ci vengono a dire che questa legge viene fatta “al fine di promuovere forme di occupazione stabile di giovani”. Sinceramente io da giovane mi sento preso in giro. E purtroppo non finisce qui. Un’altra presa in giro riguarda l’aumento dell’Iva che, esattamente come l’Imu sulla prima casa, non viene eliminata ma solo rinviata a settembre. Ciò significa che, appena tornati dalle vacanze (chi ci andrà), gli italiani si ritroveranno con una brutta sorpresa. Anzi due per chi possiede un’abitazione.

Inoltre, in un momento di crisi in cui per trovare le risorse si tassano come sempre i poveri (è dimostrato che l’aumento dell’Iva colpisce molto di più la fascia medio-bassa della popolazione italiana che quella alta), rimane in piedi il discorso dei caccia F35. Nonostante nel PD qualcuno cominci ad opporsi, affermando che spendere 14 miliardi di euro per dei mezzi militari che non useremo mai è davvero un insulto, la commessa rimane in piedi e verrà pagata fino all’ultimo centesimo.

Foto: © Thinkstock

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