Governo Letta, i provvedimenti per i primi 100 giorni

Scritto da il 14 maggio, 2013

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Dall’abbazia di Spineto cominciano a trapelare i primi risultati del “ritiro spirituale” a cui si è sottoposto il Governo prima di cominciare (finalmente) a governare questo Paese. Li ha illustrati il Premier Letta, definendoli un “pacchetto di semplificazioni a favore degli italiani che hanno voglia di fare per il proprio Paese”. Tradotto significa che ci saranno alcune agevolazioni per chi vorrà aprire nuove imprese o rilanciare l’occupazione. Ma di quali agevolazioni si tratta?

In parte si tratta di agevolare l’entrata in vigore di alcune semplificazioni già previste dal precedente Governo Monti ma che poi, per un problema o per un altro, non sono mai state attuate. Dopodiché ci sono alcune novità, come quella voluta dal Pdl nel suo programma elettorale, dei controlli per le aziende ex-post. Questo significa che mentre ora, prima di avviare un’azienda, un imprenditore deve sottostare a tutta una serie di controlli, con questa nuova legge prima avvia un’azienda e poi i controlli avverranno successivamente. Una scommessa rischiosa perché si corre il rischio di far investire tutti i risparmi a persone che poi magari si scopre che non avevano i requisiti per avviare un’azienda, e sono costretti a chiuderla nonostante ormai i soldi li abbiano spesi.

Oltre a questo c’è il cosiddetto progetto “burocrazia zero”, un decreto che dovrebbe ridurre al minimo indispensabile la burocrazia italiana, la più farraginosa d’Europa e tra le peggiori del mondo, la quale supererebbe il concetto che suona molto da specchietto per le allodole dell’apertura dell’azienda con un euro, e andrebbe ad operare più nel concreto, riducendo i tempi per autorizzazioni, certificati e quant’altro. In aggiunta a tutto ciò sono allo studio nuove liberalizzazioni (non ancora specificate) e persino nuovi incentivi, tra cui quello per l’assunzione dei giovani e per il turnover per far andare gli anziani in pensione e farli sostituire da una classe lavoratrice più giovane e forte.

Secondo il Ministro del Lavoro Enrico Giovannini, con queste nuove leggi si potranno assumere 100 mila giovani in pochi anni. Ormai però questi dati vanno presi con le pinze perché ogni volta che si annunciano tantissime assunzioni, poi si finisce che in realtà quel numero rappresenta le persone che il lavoro lo perdono.

Ma i provvedimenti non finiscono qui. Sono allo studio anche il rifinanziamento della cassa integrazione, la rivisitazione dell’Imu (confermata la sospensione di giugno) che potrebbe essere sostituita da una nuova tassa sugli immobili, ma che probabilmente colpirebbe soltanto dalla seconda casa in su e le imprese più grandi, l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti e soprattutto una nuova legge elettorale perché un po’ tutti concordano sul fatto che, se si andasse di nuovo alle elezioni con il Porcellum, ci ritroveremmo di nuovo allo stesso punto di ora. Tutto questo da fare nei primi 100 giorni. Ci riusciranno? Probabilmente gli italiani sarebbero contenti se in questo lasso di tempo andasse in porto almeno uno di tutti questi provvedimenti.

Foto: Enrico Letta su Facebook

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