La spesa a km zero salva clima, salute ed economia locale

di AlterEco
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coldiretti spesa a km zero

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In occasione dell’Earth Day 2013, in programma per il prossimo 22 aprile, la Coldiretti, partner dell’evento italiano, ci tiene a ricordare quanto contino le scelte di noi singoli consumatori per ridurre le emissioni della dieta e promuovere l’agricoltura locale e sostenibile. Il dato positivo è che la fiducia degli italiani nei prodotti a km zero, più freschi e genuini, è in crescita. Sono infatti oltre 23 milioni i cittadini che sostengono l’economia locale e risparmiano sui costi di filiera e distribuzione, comprando nei mercati di campagna Amica.

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La Coldiretti ha stimato il risparmio in termini di emissioni di una spesa a km zero: ben 98 milioni di chili di anidride carbonica ad effetto serra in meno emessi nell’atmosfera. La spesa a km zero salva non soltanto il clima ma anche la salute e l’economia del territorio. I prodotti che percorrono meno km, stivati in tir, arrivano infatti più freschi e con intatte le proprietà nutritive utili per contrastare diverse malattie, dai tumori alle malattie croniche degenerative.

Al contrario acquistare prodotti esotici innesca un circolo vizioso che penalizza la qualità di frutta e verdura e la filiera corta. Come illustra la Coldiretti:

Un chilo di ciliegie dal Cile per giungere sulle tavole italiane deve percorrere quasi 12mila chilometri con un consumo di 6,9 chili di petrolio e l’emissione di 21,6 chili di anidride carbonica, mentre un chilo di mirtilli dall’Argentina deve volare per più di 11mila chilometri con un consumo di 6,4 chili di petrolio, che liberano 20,1 chili di anidride carbonica attraverso il trasporto con mezzi aerei.

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formaggi localiSenza dimenticare che è proprio spostare merci ortrofrutticole da un capo all’altro del mondo che sta provocando un’invasione di specie aliene, con milioni di euro di danni ogni anno per l’agricoltura italiana ma anche per le foreste e gli altri ecosistemi.

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I mercati degli agricoltori sono un volano per l’economia rurale, messa a rischio dalla crisi e dal degrado del territorio, nonché dall’abbandono dei campi. I prodotti vengono venduti sfusi, sono OGM free e risparmiano sugli imballaggi, rispettando inoltre la stagionalità. Come sottolinea l’associazione di agricoltori:

Oltre a ciò, svolgono una importante azione di recupero di varietà a rischio di estinzione. Si stima che almeno 100 varietà vegetali definite minori, tra frutta, verdura, legumi, erbe selvatiche e prodotti ottenuti da almeno 30 diverse razze di bovini, maiali, pecore e capre allevati su scala ridotta trovino sbocco nell’attuale rete di Campagna Amica.

Fonte: Coldiretti
Foto: Coldiretti Lombardia su Facebook

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Come leggere le etichette delle uova, dalla categoria all'allevamento - M'informo 26 Aprile 2013 - 21:01

[…] sono da preferire in quanto più freschi e maggiormente controllati, oltre che per un risparmio di emissioni del trasporto su strada e per finanziare gli allevatori italiani. Dopo la sigla IT troviamo il […]

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