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I cani dei fumatori vivono di meno

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cani dei fumatori

Secondo le stime di una recente ricerca condotta presso la School of Veterinary Medicine della University of Glasgow, i cani dei fumatori vivono tra il 30 e il 40% in meno rispetto agli altri cani. Il fumo passivo infatti favorirebbe l’insorgere di condizioni come infiammazioni, cancro e invecchiamento prematuro.

Per anni la scienza si è concentrata sullo studio del fumo passivo, e sugli effetti su altri esseri umani. Da qualche tempo, dopo aver accertato gli effetti nocivi sui non fumatori e sui bambini, l’attenzione si è spostata verso gli animali domestici. La ricercatrice Natalie Hutchinson ha deciso di dedicare la sua tesi di dottorato alla questione. Ben 600 pagine dettagliate e ricche di analisi scientifiche.

Come si è svolto lo studio sui cani dei fumatori

La dottoressa Hutchinson ha analizzato per 12 mesi una comunità di cani d’appartamento. Metà di essi appartenevano a padroni fumatori e l’altra metà a non fumatori. Il primo obiettivo era capire, analizzando i marker nel sangue, quanti agenti nocivi i cani assorbono da un ambiente impestato dal fumo passivo. Analizzando il pelo dei cani i ricercatori hanno trovato tracce di nicotina e cotinina, un alcaloide del tabacco che compare quando un soggetto metabolizza la nicotina. In pratica era come se fossero i cani stessi a fumare. La presenza di questi marker aumentava o diminuiva in base al numero di sigarette fumate in casa dai loro padroni.

Ulteriori analisi effettuate sulla saliva e su campioni prelevati dai muscoli e dalla zona urogenitale hanno provato la presenza di marker che attestano un invecchiamento precoce. Avvenivano infatti delle modifiche del DNA del cane. Più precisamente i telomeri, parte dei cromosomi che compongono il DNA, si accorciavano tra i cani dei fumatori, a parità di età con gli altri cani. L’accorciamento dei telomeri attesta la possibilità di una morte precoce. Tecnicamente questo indicatore è chiamato Hayflick limit, perché individuato dal dottor Leonard Hayflick. Secondo i biologi questa sarebbe una unità di misura credibile per misurare la vita residua degli animali.

Gli altri effetti del fumo sui cani

Tra i risultati ottenuti dai ricercatori vengono compresi anche, nei cani a contatto quotidiano con il fumo:

  • stress ossidativo;
  • riduzione dello stato di salute in generale;
  • stati infiammatori;
  • incremento della possibilità di contrarre il cancro.

Un elemento abbastanza significativo arriva da uno studio realizzato a partire dai lontani anni ’70. All’epoca, come oggi dopotutto, il cancro ai polmoni nei cani era considerato piuttosto raro. In seguito ad anni di studi è stato dimostrato che, proprio come per i padroni, l’esposizione al fumo di sigaretta aumentava significativamente (di circa il 60%) il rischio di contrarre questa neoplasia anche negli animali domestici.

Insomma, se non volete smettere di fumare per voi, fatelo almeno per il vostro cane!

Foto: Creative Commons

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