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Smartphone caduto in acqua: ecco come salvarlo

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smartphone caduto in acqua

È l’incubo di milioni di persone, specialmente di quelle che possiedono un cellulare da mille euro. Lo smartphone caduto in acqua è un’eventualità che può capitare a tutti. Specialmente in questo periodo quando, a causa del gran caldo, lo portiamo con noi in spiaggia o in piscina. È risaputo infatti che i dispositivi elettronici, quando vengono bagnati, vanno in tilt. A volte è sufficiente anche una sola goccia d’acqua che penetra nei circuiti per “friggere” il telefono. Per questo motivo oggi si stanno diffondendo i modelli water resistant e water proof.

La differenza può sembrare minima, ma è sostanziale. Water resistant significa che lo smartphone non va in “crisi” se viene bagnato. Ma in questo caso si intende che risponde bene agli schizzi d’acqua o per esempio se cade nel lavandino. Se infatti viene immerso può diventare un problema. Uno smartphone caduto in acqua che non dà problemi è invece il water proof. Ma anche in questo caso non c’è da stare completamente sereni. Water proof significa che esiste una certa tolleranza all’acqua, ma non significa che bisogna farci il bagno insieme. È come affermare che un telefono con schermo anti-graffio può essere utilizzato con un punteruolo. La qualità water proof è indicata da due sigle: IP67 e IP68. Se la prima è indicata sul foglietto con le caratteristiche del vostro cellulare, vuol dire che non vi saranno problemi se il telefono resta in acqua ad una profondità di meno di un metro per non più di mezz’ora. La seconda invece indica una capacità di resistenza fino a 3 metri di profondità per un’ora. Ma la maggior parte dei cellulari non è water proof. Come fare dunque se cadono in acqua? Ecco alcune istruzioni utili.

Come salvare lo smartphone caduto in acqua

Se il vostro cellulare non è water proof e cade in acqua, niente paura: potete ancora salvarlo. Per prima cosa evitate di scorrere tra le foto e le app per vedere se funziona ancora. Per evitare che i circuiti si possano bruciare bisogna immediatamente spegnerlo. Se lo potete aprire fatelo e staccate immediatamente la batteria. Se lo fate in tempo evitate sicuramente complicazioni peggiori. Staccate tutto quello che si può staccare: sim, micro-sd e così via. Ovviamente non prendete il cacciavite e non smontate tutto il cellulare, non sarebbe molto utile e anzi, rischiate di fare danni peggiori.

Una volta aperto è arrivato il momento di asciugarlo. Non usate l’asciugacapelli, la temperatura troppo elevata può rischiare di danneggiare i chip. Possibile invece usare piccoli aspiratori elettrici, tipo l’aspirabriciole, per eventualmente asciugare l’umidità all’interno. Evitate anche di scuotere il telefono perché il movimento potrebbe permettere alle eventuali gocce penetrate di andare più in profondità. Per asciugarlo utilizzate un panno asciutto e morbido. Per accertarsi di eliminare completamente l’umidità potete provare con le bustine cattura-umidità (tipo quelle che si trovano nelle scatole delle scarpe). Basta infatti inserire in una busta il cellulare e il sacchetto e richiudere. Il contenuto del sacchetto provvederà ad eliminare l’umidità dopo almeno uno giorno o due. Eventualmente, se non avete a disposizione questi sacchetti, ce ne sono in commercio di appositi per i telefoni cellulari. È consigliabile anche cambiare spesso la posizione del telefono per smuovere eventuali goccioline grazie alla forza di gravità.

Non abbiate fretta di riaccendere il telefono. Se infatti lo riavviate quando ci sono ancora i circuiti umidi c’è il rischio di vanificare tutti gli sforzi. Meglio aspettare un paio di giorni prima di riaccendere lo smartphone. Se non si riaccende provate ad utilizzarlo sotto carica. Se nemmeno così va…non vi resta che portarlo in assistenza.

Foto: Pxhere

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