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APE Aziendale: in cosa consiste e a chi conviene

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ape aziendale

In un precedente articolo ci siamo occupati di due tipologie di anticipo pensionistico: l’APE Volontaria e l’APE Social. Mentre in quei due casi era il lavoratore a prendere l’iniziativa di ritirarsi prima dal mondo del lavoro, con l’APE Aziendale sarà l’azienda a farlo. Il concetto di base resta lo stesso: andare in pensione con un anticipo massimo di 3 anni e 7 mesi. Cambia però tutto il resto. Vediamo dunque in cosa consiste l’APE Aziendale.

APE Aziendale: requisiti e modalità

I requisiti per accedere all’APE Aziendale sono:

  • aver compiuto 63 anni al 1° maggio 2017;
  • la pensione che si va a percepire non dev’essere inferiore a 700 euro;
  • essere dipendenti privati (l’APE Aziendale non è applicabile alle pubbliche amministrazioni);
  • l’azienda dev’essere in fase di ristrutturazione.

Questa norma è stata introdotta per venire incontro alle attività in fase di ristrutturazione aziendale. Ciò significa che, in caso di riorganizzazione dei dipendenti, l’azienda può decidere di mandare in pensione quelli più avanti con l’età. Per farlo deve prima di tutto trovare l’accordo col dipendente stesso. Se infatti il lavoratore non vuole andare in pensione non può obbligarlo.

Dopo che il lavoratore avrà dato la sua disponibilità, bisogna contrattare i parametri di uscita. Tali parametri prevedono per legge che l’azienda versi, in un’unica soluzione, tutti i contributi che mancano dal momento del pensionamento anticipato fino alla normale data di pensionamento. Dunque se per esempio al dipendente mancano 3 anni di contributi, l’azienda dovrà versare all’Inps, in una soluzione unica, un importo che come minimo sia il 33% della retribuzione imponibile delle ultime 52 settimane del lavoratore, moltiplicato per gli anni che mancano alla pensione. In altre parole l’azienda non risparmia sui contributi, ma solo sullo stipendio. Va inoltre detto che il lavoratore può chiedere una sorta di buonuscita superiore, e chiedere per esempio che i contributi versati siano maggiori, per garantirgli una pensione migliore.

Infatti, in caso di APE Aziendale, la pensione che il lavoratore andrà a percepire sarà inferiore rispetto a quella che percepirebbe in caso di pensionamento normale. Anche se rispetto agli altri tipi di APE si andrà a percepire un assegno superiore perché comunque i contributi sono stati pagati, bisogna far fronte al costo del prestito. L’APE Aziendale, come le altre tipologie, è un prestito che una banca o un altro istituto finanziario concede, per poter andare in pensione anticipatamente. Il prestito va restituito in 20 anni, pertanto ogni mese verranno trattenute dalla pensione alcune decine di euro (a seconda del numero di anni di anticipo e dell’importo della pensione) per la restituzione del prestito. Il debito non è trasferibile, cioè in caso di morte prima della restituzione completa, gli eredi non dovranno farsi carico della restituzione.

L’APE Aziendale è conveniente per le aziende in quanto da un lato risparmiano sullo stipendio del dipendente, e dall’altro è prevista una detrazione fiscale del 50% della quota d’interesse della rata della pensione.

Foto: Freeimages

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