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Testamento Biologico: la Camera lo approva per la prima volta

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testamento biologico

Il Testamento Biologico in Italia non è ancora legge, ma ormai si vede la luce fuori dal tunnel. Un tunnel lungo ben 8 anni di battaglie sul fine vita. Nella giornata del 20 aprile la Camera ha approvato il testo di una legge rimasta bloccata tra battaglie di principio e di convenienza per quasi un decennio. Tra le proteste dei cattolici e quelle dell’opposizione, è servita una insolita alleanza PD-Movimento 5 Stelle per far passare il testo. Un testo che, è bene ribadirlo, non è ancora legge. Deve passare al vaglio del Senato ma lì, a scanso di ribaltamenti dell’ultimo momento, dovrebbero esserci gli stessi numeri della Camera. Ecco cosa prevede.

La nuova legge sul fine vita dà valore giuridico al Testamento Biologico

Per la prima volta nella storia italiana si dà peso legale al Testamento Biologico. Per legge prende il nome di DAT, o Dichiarazioni Anticipate di Trattamento. Il DAT è una dichiarazione, da mettere per iscritto o videoregistrata, che ogni persona, nel pieno delle sue facoltà mentali, può fare in previsione di quando non sarà in grado di autodeterminarsi. In altre parole quando una persona è in salute può dichiarare le sue volontà nel caso in cui venisse a trovarsi, per incidente o malattia, in uno stato vegetativo. Quello che il cittadino può decidere è se mantenere o no l’accanimento terapeutico. Per accanimento terapeutico si intende l’alimentazione e l’idratazione forzate quando ormai i medici non danno più speranza di guarigione. Tra le pratiche che si possono evitare con il Testamento Biologico c’è anche la sedazione palliativa o profonda. Le cure palliative (per ridurre il dolore) possono invece continuare ad essere erogate.

Tecnicamente una persona che dichiarasse di non voler subire tale accanimento morirebbe di fame e di sete nel giro di pochi giorni. Il M5S aveva infatti tentato all’ultimo momento di inserire nel provvedimento una disposizione simile all’eutanasia, ma l’emendamento non è passato. Il Testamento Biologico può essere consegnato ad una persona di fiducia (familiare, avvocato, notaio) oppure al proprio medico curante. In presenza del DAT il medico che prende in carico il paziente è vincolato alle sue volontà e non vi si può opporre. L’unica opposizione può derivare da eventuali nuove terapie che sono state sviluppate dopo la redazione del testamento, le quali possono in qualche modo far guarire il paziente.

Il medico obiettore di coscienza può anche rifiutarsi di “staccare la spina”, a patto che vi sia qualche suo collega disposto a farlo. Inoltre il medico può anche proporre al paziente e ai suoi familiari l’assistenza professionale da parte di uno psicologo, prima di interrompere definitivamente le cure.

Il Testamento Biologico può essere rinnovabile anche a distanza di tempo, modificato e anche annullato dal diretto interessato. Le Regioni inoltre saranno obbligate a tenere un registro delle DAT. Nel caso di controversie si potrà ricorrere al giudice.

Foto: Pixabay

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