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Quanto vale uno stadio di proprietà? Ecco perché tutti vogliono uno Stadium

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stadio di proprietà

Negli ultimi anni anche in Italia è scoppiata la moda dello stadio di proprietà. Una politica che in Inghilterra esiste da decenni e che in Italia si è sviluppata solo di recente. La prima società a metterla in pratica, ottenendo una deroga alla legge in vigore all’epoca in Italia che, di fatto, non consentiva alle società di avere uno stadio di proprietà è stata la Juventus. In quel momento, era il 2011, un po’ tutte le società hanno guardato con scetticismo a questo esperimento. I costi molto elevati (150 milioni di euro) per un investimento che non si sapeva se avesse portato benefici non erano ben visti dai presidenti di Serie A.

Sono bastati però solo un paio d’anni per far cambiare idea a tutti. Ad oggi solo un’altra squadra, l’Udinese, ha uno stadio di proprietà in Italia. La nuova presidenza della Roma sta facendo di tutto per avviare i lavori per il proprio impianto. A breve verrà seguita anche dall’eventuale nuova dirigenza del Milan, con Inter e Lazio intenzionate a prendere pieno possesso degli attuali stadi di San Siro e Olimpico. E forse anche il Napoli un giorno avrà il suo stadio. Ma perché tutti vogliono uno stadio di proprietà? Cerchiamo di capirlo analizzando il bilancio della Juventus.

Lo stadio di proprietà vale decine di milioni di introiti ogni anno

Il motivo per cui tutti vogliono lo stadio di proprietà è sempre lo stesso: soldi. Un impianto societario ha un costo elevato, è vero, ma non è molto diverso da un centro commerciale. A fronte di un investimento iniziale ci sono poi tante piccole attività che fruttano tanto denaro. L’attività principale dello Juventus Stadium è ovviamente il calcio. Negli ultimi 6 mesi messi a bilancio (giugno-dicembre 2016) risulta che tra abbonamenti e biglietti (comprese le coppe e le amichevoli) la società bianconera ha incassato 27,7 milioni di euro. Si tratta di soldi “netti” perché tutte le altre società devono dividerseli con il Comune che li ospita. In Serie A e nelle altre categorie gli stadi sono di proprietà comunale. Il Comune concede l’autorizzazione alla società a disputare la partita nel proprio impianto. Ma questa autorizzazione ha un costo. A seconda dell’accordo il costo può essere un affitto fisso o una divisione degli introiti dei biglietti (o entrambe le cose). Se lo Stadium fosse di proprietà del Comune di Torino, probabilmente nelle casse della Juve sarebbero entrati non più di 14 milioni.

Ma come dicevamo, non c’è solo il calcio. Gli stadi di proprietà sono dei veri e propri centri commerciali con negozi, ristoranti e altre attività. Sempre nel semestre si calcola che abbiano portato introiti per 1,35 milioni di euro. Tra le attività comprese nello stadio c’è il J Museum che frutta circa un milione di euro ogni 6 mesi, poi ci sono i ricavi dei prodotti propri e le licenze, una voce molto importante da oltre 9 milioni di euro. Si tratta di un introito pesante perché quando lo stadio è comunale non è infrequente trovare davanti ai cancelli bancarelle abusive che vendono prodotti contraffatti legati alla squadra. Si tratta di un danno alle casse societarie non indifferente.

Alla fine dei conti si stima che annualmente gli introiti che finiscono nelle casse societarie grazie allo stadio ammontano ad una cifra tra i 40 e i 50 milioni di euro. Per fare un confronto con il periodo pre-Stadium, gli introiti da merchandising e biglietti per la Juventus era di non più di 15 milioni di euro. Ciò significa che lo stadio di proprietà può come minimo triplicare gli introiti.

Gli altri effetti dello stadio di proprietà

Ma i benefici non terminano qui. C’è una voce di bilancio che la Juventus non ha ancora sfruttato ed è il nome dell’impianto. Al momento si chiama Juventus Stadium, ma molte società “affittano” il nome ad uno sponsor. Per esempio l’Udinese ha già ceduto i diritti del nome alla casa automobilistica Dacia, e l’impianto si chiama Dacia Arena. Ma l’Udinese è una squadra piccola, quanto può valere cedere i diritti sul nome dell’impianto di una squadra che disputa la Champions League? La società assicuratrice Allianz ha acquistato i diritti per il nome dello stadio del Bayern Monaco solo per le partite del club (se vi gioca la nazionale tedesca “perde” momentaneamente il suo nome). Questa esclusiva per 30 anni è pagata 80 milioni di euro all’anno. La compagnia aerea Ethiad ha dato il nome allo stadio del Manchester City con un accordo da 40 milioni di sterline all’anno per 10 anni (circa 46 milioni di euro all’anno); la concorrente Emirates ha appena rinnovato il proprio contratto con l’Arsenal per dare il suo nome all’impianto in cambio di 30 milioni di sterline l’anno (34,6 milioni di euro) per 5 anni.

E poi ci sono i risultati sportivi. Uno stadio di proprietà dona maggiore senso di appartenenza al pubblico, è più piccolo, raccolto, e fa sentire maggiormente vicini i tifosi alla propria squadra. Quanto valga dal punto di vista sportivo non lo si può affermare con certezza matematica, ma secondo gli esperti quei 7-8 punti in più a campionato li porta. E 7-8 punti sono la differenza tra vincere e perdere lo scudetto.

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