Il programma del Movimento 5 Stelle, la democrazia digitale che avanza

Scritto da il 22 gennaio, 2013

m5s grillo

Il Movimento 5 Stelle, guidato da Beppe Grillo, è il partito più indipendente tra quelli che si presentano ai nastri di partenza per le prossime elezioni. Non si può collocare in nessuno dei tre poli, tanto che i suoi componenti respingono anche la definizione di partito nel vero senso della parola. Il comico genovese non andrà in Parlamento ma vi entreranno gli iscritti che hanno ottenuto più voti in una sorta di primarie effettuate sul web. Andiamo a vedere il loro programma elettorale.

Al primo posto nell’elenco dei punti programmatici c’è il rapporto Stato-cittadini, inteso come riforma della struttura statale. L’obiettivo qui è di ridurre gli sprechi e rendere più partecipi i cittadini, e per farlo i mezzi che metteranno in campo sono l’abolizione o il taglio dei costi “inutili” (Province, rimborsi elettorali, Comuni sotto i 5 mila abitanti, eliminazione dei privilegi parlamentari, taglio degli stipendi dei politici, divieto di cumulo di cariche pubbliche) ed una forma di partecipazione dei cittadini più diretta che va dalla partecipazione online nella formazione delle leggi all’obbligatorietà di discutere le leggi di iniziativa popolare in Rete, fino alla pubblicazione su Internet delle leggi prima ancora della promulgazione.

Dal punto di vista dell’energia, inutile dire che il nucleare non viene nemmeno preso in considerazione, ma si punta tutto sulle rinnovabili. L’obiettivo qui è fissare il tetto per i consumi dei combustibili per il riscaldamento domestico, politiche di risparmio energetico, certificazione edilizia degli edifici, riduzione del 10% entro la fine del mandato del consumo energetico degli edifici pubblici, agevolazioni per le ristrutturazioni energetiche, riduzione delle centrali termoelettriche, distribuzione più intelligente dell’energia, eliminazione dei contributi CIP6 e legalizzazione dei biocombustibili.

Gli altri punti chiave sono:

  • informazione (accesso gratuito alla rete per tutti gli italiani, compresi i figli di immigrati nati in Italia, eliminazione dei finanziamenti pubblici ai giornali, riforma dell’emittenza televisiva con tanto di asta pubblica ogni 5 anni per le frequenze, abolizione dell’Ordine dei Giornalisti, revisione delle regole sul possesso di emittenze dei canali tv, rete pubblica senza pubblicità, abolizione della legge Gasparri, diffusione dell’ADSL, riassegnazione della dorsale telefonica, taglio delle tariffe telefoniche, depenalizzazione della diffamazione e riforma della querela);
  • economia (class action, abolizione delle scatole cinesi in Borsa, della legge Biagi, rivisitazione delle leggi sulle aziende quotate, impedire l’acquisto a debito, tetto agli stipendi dei manager delle aziende quotate, riduzione del debito pubblico con taglio agli sprechi, aiuti alle imprese locali e alle no-profit, disincentivi alle imprese che creano un danno sociale ed introduzione del sussidio di disoccupazione);
  • trasporti (disincentivo all’uso dei mezzi privati in città, politiche in favore della bicicletta, potenziamento dei mezzi pubblici e della condivisione dell’auto, blocco della TAV, incentivi per il telelavoro);
  • salute (gratuita ed accessibile a tutti, ticket proporzionali al reddito solo per le prestazioni non essenziali, promozione dei farmaci generici e prescrizione solo dei principi attivi, educazione ed informazione sanitaria pubblica, separazione delle carriere dei medici pubblici/privati, revisione dei criteri per le carriere, spostamento burocratico online, investimenti nei consultori, politiche sulla lotta al dolore, investimenti nella ricerca, abolizione degli inceneritori, introduzione del reato di strage per politiche che provocano malattie o danni ambientali);
  • istruzione (abolizione legge Gelmini, diffusione obbligatoria di internet nelle scuole, passaggio al digitale, inglese sin dall’asilo, abolizione del valore legale del titolo di studio, finanziamenti statali solo alla scuola pubblica, insegnamenti gratuiti dell’italiano agli stranieri, investimenti nell’università, anche online).

Fonte: Beppegrillo
Foto: Movimento 5 Stelle su Facebook

 

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