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Terremoti, in Toscana l’80% delle scuole non è antisismico

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scuole terremoti

Il terremoto non uccide, quando la terra trema ad uccidere sono i crolli degli edifici costruiti male e su terreni inappropriati dall’uomo. Questo in sintesi il messaggio del presidente dell’Ordine dei Geologi della Toscana, Maria Teresa Fagioli, a seguito delle scosse di terremoto che hanno colpito nei giorni scorsi la regione. La Fagioli richiama organi di informazione ed istituzioni al senso di responsabilità e a non attribuire all’imprevedibilità del terremoto i danni che derivano da decenni di indifferenza e di mancata applicazione delle norme antisismiche.

toscana terremotoLa prevenzione riduce al minimo i morti causati da un violento terremoto. I dati diffusi dalla Fagioli sono sconvolgenti seppur prevedibili in un Paese che non ha mai investito in un serio piano per la messa in sicurezza degli edifici. Come spiega infatti la geologa, in Toscana

ben l’80% delle scuole è costruito senza il rispetto delle norme antisismiche. Difficile la decisione da prendere nei plessi dove si svolgono gli esami di maturità. Sarebbe importante imporre per legge che in ogni edificio pubblico sia indicato a chiare e grandi lettere se sia antisismico o meno. Nessuno deve stare in luoghi non sicuri. Dai dati del censimento dell’edilizia scolastica del Ministero dell’Università e della Ricerca (2012) risulta che in Toscana su 2.839 edifici scolastici solo 566 sono stati progettati in accordo con le normative antisismiche, gli altri, cioè l’80% del totale no. Mi domando: gli studenti, e le loro famiglie, sono stati informati se i locali dove si svolgono le lezioni sono o non sono in grado di non crollare per un terremoto?

Secondo la Fagioli, se è vero che i terremoti non si possono prevedere, è pur vero, proprio per questo motivo, che non si può rassicurare la popolazione, sopratutto alla luce del rischio provocato dalla mancata messa in sicurezza degli edifici. C’è una sola strada per non morire più a causa del terremoto, lunga, costosa ma necessaria per garantire un futuro al Paese:

Per evitare vittime dei terremoti l’unica strada praticabile è quella di non vivere, studiare, pregare, lavorare, dormire, mangiare dentro edifici, in zona accertata come sismica, che non sono in grado di reggere al terremoto. Per consolidare, adeguare, o ricostruire tutto l’edificato non antisismico ci vorranno ancora decenni, ma per informare correttamente la popolazione basta molto meno. Il cittadino informato ed esercitato rischia molto meno.

Nessuno, prosegue la Fagioli, deve essere costretto a lavorare, studiare o ad essere curato in edifici non sicuri e tutti gli edifici vanno schedati per onor di trasparenza.

Fonte: Ordine dei Geologi della Toscana su Facebook
Foto: © Thinkstock

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